In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.
Londra e il purismo della pizza
Quella di Michele a Forcella può essere considerata la pizza migliore del mondo? Se lo chiede il Guardian in occasione dell’imminente apertura londinese, dopo quelle di Roma e Tokyo, della terza succursale della famosa pizzeria napoletana. Risposta: «È molto più di questo, il che spiega l’isteria che sta accompagnando l’apertura inglese di questa istituzione italiana».
Secondo il quotidiano, una delle ragioni per cui Michele ha assunto tanto fama è l’inclusione nel blockbuster Mangia, prega, ama con Julia Roberts. L’altra è il suo inscalfibile purismo. Da Michele, come molti sanno, si possono infatti mangiare due soli tipi di pizza, la Margherita e la Marinara. Questa scelta “povera” e tradizionale ha fatto emergere nel tempo più di altri storici locali del centro storico di Napoli un’identità peculiare.
Non si tratta chiaramente del primo pizzaiolo napoletano che apre nella capitale del Regno Unito. La moda è iniziata nel 2008 con l’inaugurazione del primo Franco Manca (un’idea di Giuseppe Mascoli) nel Brixton Market, un marchio che ha adesso 29 sedi in tutta la Gran Bretagna. Per sapere se Michele avrà successo, bisognerà vedere, dice il Guardian, quanto riuscirà a distinguersi da altri luoghi considerati di riferimento per la pizza a Londra, come Santa Maria, Addommè o Sud Italia; dall’altro quanto, passata la curiosità iniziale, i londinesi saranno in grado di, per usare le parole del giornale, «appreciate proper pizza without embellishment».
L’indirizzo di Da Michele London è Stoke Newington Church Street.

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.
L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.