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12:00 venerdì 15 maggio 2026
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.

Il welfare di domani

Il destino delle pensioni e degli ammortizzatori sociali, un dibattito con sullo sfondo anche lo scontro tra generazioni.

18 Dicembre 2012

Continua la nostra “Agenda Italia” (che trovate sul numero di Studio in edicola), un’indagine a più voci sul presente e futuro del nostro Paese. In questa puntata si parla di welfare e di un piccolo scontro generazionale.

Pensioni e welfare in generale. Garantiti vs non garantiti, generazione che ha avuto troppo vs generazione che paga il prezzo, welfare inteso come soccorso indiscriminato vs welfare mirato e discrezionale inteso come rete organica di protezione ad hoc. Dicotomie superabili? Come? Quali proposte razionalmente applicabili nel medio termine ritenete valide?

Daniele Bellasio, giornalista del Sole 24 Ore, condirettore di IL

Il primo welfare è la crescita, vedi sopra. Avere un lavoro è la prima protezione nei confronti dei problemi del presente e delle incertezze del futuro. Va creato un processo, un percorso, con una forma di contratto nuova, adeguata ai tempi, che favorisca l’ingresso, la formazione e la valutazione dei lavoratori e delle lavoratrici più giovani; garantisca stabilità ai lavoratori più adulti; aiuti le generazioni più esperte a restare utilmente nel mondo del lavoro, grazie alla formazione continua, senza impedire l’ingresso di nuovi occupati. Il posto di lavoro dev’essere visto come un divenire, un processo, un percorso. Perché dobbiamo pensare che un solo tipo di contratto vada bene sempre e a tutti. Bisogna creare un processo lavorativo, fatto di fasi contrattuali, che dia a tutti le stesse possibilità di realizzarsi. E’ un’ipocrisia pensare che a 20 a 40 e 60 anni si possano e si debbano avere le stesse garanzie e le stesse esigenze. Non bisogna aver paura di sviluppare nuove forme di lavoro, come il telelavoro. La prima riforma del welfare passa però per la riduzione del debito pubblico e la riduzione del debito passa per l’abolizione dell’assalto alla diligenza al momento dell’approvazione della Finanziaria. Facciamo come a Londra, arriva in Parlamento una borsa con dentro la Finanziaria: da votare con la tecnica del prendere o lasciare.

Marco Ferrante, giornalista e scrittore. Collabora con L’aria che tira (La7) e Il Messaggero.

In dieci anni, dal 1968 (legge Brodolini) al 1978 (istituzione del servizio sanitario nazionale), abbiamo creato un sistema pensionistico ingiusto, le inutili autonomie regionali, e un finto sistema universalistico nella sanità. Il risultato è stato il quarto più alto debito pubblico al mondo. E due generazioni escluse da qualunque forma di protezione. Proposte? Sì. Avere la forza di tornare indietro e mettere in discussione i diritti acquisiti. Tutti. Solo a partire da una rinegoziazione generale possiamo riformare il welfare.

Miguel Gotor, professore, spin doctor di Pierluigi Bersani, scrive per La Repubblica

Le riforme Prodi – Damiano del 2007 e Tremonti – Sacconi del 2011, che hanno rispettivamente introdotto “quota 96/97” e la “finestra mobile”, hanno portato nei primi nove mesi del 2012 a un calo del 35,5 per cento degli assegni pensionistici. Oggi l’età media di pensionamento è attestata a 61,3 anni. Ciò significa che si sono prodotti consistenti risparmi e che altri se ne produrranno in futuro.Questi risparmi, insieme ad altre risorse, potrebbero nell’immediato essere utilizzati per ampliare la platea dei salvaguardati, cioè di coloro che sono rimasti senza reddito a seguito della riforma Fornero. Ma non ci si può occupare esclusivamente di questi lavoratori. Soprattutto se la ripresa tarderà o sarà (come tutto lascia prevedere) debole, nei prossimi anni ci sarà un numero elevato di lavoratori anziani che resterà senza lavoro e – con le norme attuali – senza pensione. Una soluzione strutturale sarebbe l’introduzione di un’effettiva flessibilità nella scelta, tra i 62 e 70 anni, dell’età del pensionamento per coloro che hanno totalmente il sistema contributivo. Ma accanto a coerenti scelte previdenziali, servono politiche per il lavoro mirate a dare concrete prospettive occupazionali, accompagnate da adeguate tutele, alle giovani generazioni. Questo deve essere, in assoluto, il primo obiettivo.

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