Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare
«Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
«Questo video è per tutti voi – sloveni e cittadini comuni – che sono così stanchi della politica da non voler andare neanche a votare. Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv, ma votate». È un video in pieno stile Slavoj Žižek quello in cui Slavoj Žižek invita i votanti sloveni ad andare alle urne per le elezioni parlamentari che per tutto il weekend hanno tenuto con il fiato sospeso, oltre che la Slovenia, l’Unione Europea. Il risultato: 28,6 per cento per il partito di governo del liberale Rober Globo (Movimento per la Libertà) contro il 28 per cento del Partito Democratico Sloveno del conservatore Janez Janša. Una vittoria risicata che tutta Europa ha atteso con ansia per capire se, anche in Slovenia, l’elettorato stesse virando a destra, molto a destra. Dalle elezioni europee del 2024, infatti, il blocco ha visto una crescita dei movimenti di estrema destra che ha trasformato ogni consultazione locale in un segnale d’allarme per le istituzioni di Bruxelles, confermando una tendenza che ormai strutturale.
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Come scrive Politico, lo spostamento dell’asse politico è particolarmente evidente nell’Europa dell’Est, dove l’ascesa di un governo nazionalista in Repubblica Ceca ha consolidato un fronte spesso critico verso l’integrazione e vicino alle posizioni di Mosca, affiancandosi a realtà già “rodate” come la Slovacchia e l’Ungheria. Parallelamente, anche i motori storici del progetto europeo mostrano segni di profonda usura. In Francia, nonostante le vittorie dei socialisti a a Parigi e Marsiglia (le due città più popolose del Paese, nonché roccaforti anti RN) il Rassemblement National è in testa a molti sondaggi per le presidenziali del 2027, mentre in Germania l’estrema destra di AfD sfida apertamente la leadership conservatrice di Friedrich Merz.
Il video di Slavoj Zizek, dove il filosofo invita a votare, è solo l’ultimo atto di una campagna elettorale che si è consumata come un teso corpo a corpo tra il modello liberale di Robert Golob e la visione “illiberale” di Janez Janša, e che è finita per essere dominata da una spirale di scandali e accuse di interferenze straniere piuttosto che da programmi e progetti politici. Al centro della contesa sono finite registrazioni compromettenti e l’ombra della società di intelligence israeliana Black Cube, accusata di aver contribuito alla costruzione di una campagna diffamatoria contro Golob e il suo partito, spingendo Golob a richiedere l’intervento di Ursula von der Leyen contro quella che ha definito una «chiara minaccia» all’integrità dell’Unione Europea. Lo scontro si è rapidamente spostato a Bruxelles attraverso accuse incrociate che hanno coinvolto la Commissaria Marta Kos, trasformando il voto in una tesa verifica sulla trasparenza democratica e sulla capacità della Slovenia di resistere a influenze esterne, in un clima di delegittimazione reciproca che ha ormai travalicato i confini nazionali.
È morto "l'inventore" della Lega e della Padania, il politico della canotta e del sigaro, il legislatore dell'indipendenza padana e delle frontiere chiuse. La sua eredità è in ogni gesto e in ogni parola della politica di oggi. Anche e soprattutto nelle peggiori.
L'attesissimo episodio del Fedez e Mr. Marra Show si è concluso con uno sbadiglio di sollievo: nulla di interessante né rilevante è stato detto, e viene da chiedersi perché ci fossimo convinti che le cose potessero andare diversamente.