La vicenda di Saks Fifth Avenue ci parla di come sono evoluti i grandi magazzini americani del lusso e di quanto siamo cambiati noi, che quella mitologia l’abbiamo assimilata di fronte a uno schermo televisivo.
Ancora una volta il neosindaco di New York e la first lady hanno dato una grande lezione di stile, unendo scelte simboliche e una consapevolezza tipica della Gen Z.
Premi di cui a nessuno fuori da quelle stanze importa molto, un generico e sempre più spiccato distacco dalla realtà, gli evidenti problemi con i corpi delle donne: come un sistema intero sta affrontando questi anni difficili (spoiler: abbastanza male).
Per farlo, il brand ha reclutato nove artisti digitali che hanno trasportato la borsa DeVain in universi alternativi
Dal debutto nel 1945 a Roma fino a oggi, da Clark Gable a Bret Easton Ellis, vi raccontiamo la mostra organizzata al Chiostro del Bramante per celebrare la storia del brand.
Montblanc ha aperto una nuova esposizione permanente, un luogo che racconta la sua storia, il lavoro degli artigiani e i grandi pensatori che negli anni hanno utilizzato le famose stilografiche e altri strumenti di scrittura.
Eventi come il Fashion Trust Arabia 2025 che si è appena tenuto a Doha e dove è stata premiata Miuccia Prada ci fanno capire che il sistema è pronto a essere totalmente ricablato.
Chiuso il capitolo Palm Angels, il designer milanese ha debuttato nel mondo delle fragranze con Réservation: qui ci racconta le atmosfere che hanno ispirato la sua collezione.
La chiusura del giornale premiato per come parlava ai giovani di politica, diritti civili, crisi climatica e femminismo è un sintomo forte e molto negativo dello stato di salute del giornalismo.
Icona dell'indie sleaze, idolo dei rancorosi, perenne protagonista del totomoda, tanto che Armani ha dovuto smentire in forma ufficiale un suo possibile futuro incarico: come la rockstar della moda continua a conquistare generazioni di adepti, perfino nella Gen Z.
Una nomina storica: la trentacinquenne inglese di origine giamaicana che negli ultimi anni si è distinta per un punto di vista non eurocentrico guiderà la maison sinonimo del privilegio europeo.
Il progetto editoriale dell'ex direttore di British Vogue dimostra come la percezione delle pagine pubblicitarie sulle riviste sia sensibilmente cambiata nel corso degli anni.
Lo aveva fatto capire negli scorsi mesi e con questa sfilata parigina lo ha dimostrato: Blazy vuole rischiare tutto, vuole re-immaginarsi l’universo e il mito di Chanel.
Citando Pasolini e guardando a quello che succede nel mondo fuori, alla fashion week di Parigi Michele ha regalato uno degli spettacoli più emozionanti visti sulle passerelle negli ultimi anni.
La sfilata di Dior era una delle più attese della settimana della moda di Parigi. Il figlio prediletto della moda contemporanea ha ampiamente rispettato le aspettative, non senza qualche intoppo, però.
Al di là degli schieramenti, che non sono mai sembrati così polarizzati e incapaci di comunicare tra loro, quello che resta interessante da chiedersi è cosa vogliamo oggi dagli abiti, e questa settimana di sfilate ce l'ha dimostrato.