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Vi presento Harry Redknapp

Frasario per conoscere meglio Redknapp, nuovo allenatore del Qpr, mito e icona del football inglese.

È il nuovo allenatore dei Queens Park Rangers, allena dal lontano 1983, e la sua prima panchina (quella del Bournemouth) coincise con una sconfitta per 9 a 0. La seconda, contro il Leyton Orient, perse ancora per 5 a 0. Eppure ‘Arry, come lo chiamano ostentando una pronuncia cockney, è arrivato nella nobiltà degli allenatori inglesi, sempre a un passo dalla nazionale. Duro e puro, è una sorta di Carlo Mazzone albionico, e dopo quelle due, disgraziate, partite, non ha sbagliato un colpo: ha portato il Bournemouth alla promozione dalla terza divisione, qualificato il West Ham in Coppa Uefa nel 1999, il Tottenham in Champions League arrivando ai quarti di finale, e ha regalato la FA Cup al Portsmouth. Ora dovrà salvare il disastratissimo Qpr, ma Henry James Redknapp è passato attraverso avventure ben più difficili. Come quando, a Italia ’90, fu coinvolto in un incidente automobilistico e lo coprirono con un lenzuolo bianco, credendolo morto. Dopo quattro mesi era di nuovo in panchina.

Qui di seguito un frasario di Harry Redknapp, rigorosamente non tradotto, per capire meglio un uomo che in Inghilterra è considerato tra i migliori ed è da sempre troppo trascurato sul continente.

«I’m the most disorganised person in the world. I can’t work a computer, I don’t know what an email is… I’ve never sent a fax and I’ve never sent a text message. I’ve never wrote a letter in my life. I couldn’t write a letter, I write like a two-year-old and I can’t spell».
La sua difesa alle accuse di aver mosso capitali in un conto off-shore a Monaco, evadendo 189.000 sterline.

«Just fuckin’ run about!»
Fine indicazione tattica data a un Pavlyuchenko non ancora in grado di comprendere altre indicazioni in inglese.

«He took a knock on his ankle but we played him some Bob Marley reggae music and he was fine».
Su un apparentemente leggero infortunio di Kenwyne Jones, attaccante (nativo di Trinidad) del Southampton, portatore di una lunga chioma rasta.

«Samassi Abou went home to the Ivory Coast and got a bit of food poisoning. He must have eaten a dodgy missionary or something».
Su un’intossicazione alimentare dell’allora attaccante ivoriano del West Ham.

«Where are we in relation to Europe? Not too far from Dover».
Interrogato sulle possibilità del West Ham in Coppa Uefa.

«My wife fancies him. Even I don’t know whether to play him or f**k him».
Interrogato sulla possibilità di ingaggiare l’ala portoghese Dani da Cruz Carvalho, giocatore molto attraente, che poi giocò nel West Ham nel 1995/96.

«It will take more than a minor heart scare to convince me to walk away from the game. The only other way I’ll walk away from football is the day I stop enjoying it. And that isn’t going to happen any soon».
Dopo un intervento cardiaco a cui si sottopose lo scorso anno.

 

(Le citazioni sono tratte da un articolo scritto da me il 10 febbraio 2012, dopo l’esonero di Fabio Capello dalla panchina inglese, quando le voci di un’assunzione di Redknapp erano molto più che insistenti. Si rivelarono, le voci, infondate. Ma l’articolo è consultabile qui).

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