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Le diete non finiscono mai

Abdicare all'apice: Pierre Dukan come Ferran Adrià, quando la polemica (s)monta gli animi e riduce il peso

Nonostante tutto lui è ancora lì, tra Steve Jobs e Benedetta Parodi, senza alcuna etichetta con riduzione del 15% come invece è successo ad alcuni tascabili Mondadori. La bibbia delle diete, quella che ha messo in ginocchio i nutrizionisti con visite da prenotare, la stessa che ha reso “accessibile” la soluzione del perdere peso senza perdere l’abitudine di pranzare, è ancora in vetta alle vendite e viene agguantata nelle ceste dell’Autogrill da camionisti curiosi come da madri accanite. Eppure solo poche settimane fa il fenomeno Dukan ha preso una piega inaspettata, o meglio, ha perso sì  peso, quello della credibilità del suo mentore, Pierre Dukan tacciato di “non essere stato prudente nelle dichiarazioni pubbliche” , solo uno dei motivi per cui  il medico algerino è stato accusato di aver violato il codice deontologico e rischia di essere radiato dall’Albo.

Antagonisti di peso. Dopo un anno in cui la dieta Dukan aveva conquistato ufficialmente tutta l’Europa, soprattutto con un libro best seller tradotto in 14 lingue, e  reso milionario il suo inventore che da 30 anni aspettava di raggiungere l’apice del successo, la corsa di Pierre Dukan si potrebbe arrestare proprio poche settimane prima che l’agognata prova costume possa mettere a nudo i frutti della dieta rivoluzionaria. Ma prima che l’ordine dei medici si mettesse ad “accusarlo” ufficialmente, c’era un dietologo antagonista di Dukan che è anni che ha qualcosa da dire: Jean-Michel Cohen, acerrimo nemico della dieta dei miracoli continua a battersi in sordina per distruggere il metodo di Dukan che trovava fallace prima, pericoloso ora. In poche settimane la polemica si inasprisce e i rumors prendono il sopravvento sulle copie vendute di Je ne sai pas maigrir il libro cult che dal 2000 ha messo a dieta mezza Francia. Dukan avverte il rischio di una polemica che potrebbe mandarlo a gambe all’aria e già il 19 aprile chiede di essere radiato dall’albo dei medici. Irene Kahn-Bensaude a metà maggio  in veste di presidentessa dell’albo dei medici francesi conferma che l’inventore della dieta iper-proteica non è gradito, e non solo, i provvedimenti disciplinari saranno più dolorosi di quanto sembri.

(4) Fasi di espiazione. Qualche giorno e il miracolo che  reso filiforme Kate Middleton poche ore prima del sì a Westminister si sgretola sotto accuse pesanti, una fra tutte: al dietologo franco-algerino piacciono davvero troppo i soldi, tanto da speculare su una dieta i cui risultati erano (sono) così miracolosi da offuscare tutte le controindicazioni. Facile offuscarle perché il sito, partito come piccolo bugiardino di controllo delle proteine ingerite, si trasforma in un social network irrinunciabile: elementare nell’iscrizione, dettagliatissimo nel coaching, parola chiave di Pierre Dukan. La grafica lilla e acquamarina poi, diventa in pochissimo tempo il leitmotiv di chi vuole perdere peso senza frequentare forum svilenti e squallidi, anzi, gli accorgimenti proposti dal sito ufficiale della dieta Dukan sono invitanti “post” per amarsi di più, anche quando si devono ingurgitare proteine pure come nella prima (ostica) fase, quella che il dietologo nel mirino definisce “folgorante” e che non a caso si chiama “attacco”. Superato questo scoglio è tutto in discesa con tre fasi rimanenti che alternano proteine pure a proteine con verdure (vedi giornate pp e giornate pv), poi consolidamento e stabilizzazione, perché fiore all’occhiello di questa dieta è l’evitare di riprendere peso una volta finito il tour de force.

Chi non digerisce la dieta. Tutto filava perfettamente fino a quando alla voce del dietologo Cohen se ne sono aggiunte molte altre, e più o meno tutte finalmente trovavano il coraggio di recitare che il metodo di Dukan di base provoca nausea (per la monotonia degli alimenti ingeriti) e quindi riduce l’appetito mangiando, ma la goccia che fa traboccare il vaso (di monete d’oro) di Pierre Dukan è la sua pubblica proposta Lettre ouverte au futur président de la République un opuscolo dove veniva analizzata una proposta socio-sanitaria: diplomare con voti più alti gli studenti con un fisico proporzionato e non “macchiato” dall’obesità (quindi rimandare quelli con pesi eccessivi).  Ci vogliono poche ore, Libération titola “L’ordine dei medici non può digerire la dieta Dukan”. E l’auto-richiesta di radiazione dall’albo è firmata. Una chiusura di carriera non da poco per il medico classe 1942 nato neurologo e che ebbe la folgorazione durante una visita, quando un suo paziente a rischio obesità lo implorò «mi prescriva quel che vuole, farò tutto quello che mi dice ma la prego, non mi chieda di smettere di mangiare la carne».

Dieta Dukan vs cucina molecolare. Da un’implorazione a un successo mondiale con tanto di (discussa) boutique on line che vanta più di 50 prodotti a marchio Dukan. Un business che poco c’entra con il controllo di peso e le prescrizioni mediche e che ha preso un altro taglio, un business tacciato di non considerare abbastanza i possibili danni ai reni dati da una dieta prolungata visto che i dukiani -presto definiti come nuova setta del wellness- raramente abbandonano del tutto il regime . Pierre Dukan passa da mago a stregone, ancora lucido e fiero da non dichiararsi colpevole di nulla e anzi a retrocedere per primo dal palcoscenico nonostante continui nuovi adepti. Un’auto punizione che ricorda l’ episodio di pochi anni fa: quando Ferran Adrià, dopo aver ricevuto per il terzo anno di fila il Best Restaurant Award of the World per El Bulli decise di chiudere la cucina molecolare più famosa del mondo. Stanco, annoiato e senza ispirazione il re degli chef si auto-pensionava. Pochissime settimane dopo finti scoop e polemiche silenti prendevano di mira la sua cucina rivoluzionaria.Affossandola per qualche stagione.

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