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Quanto conta il nepotismo in Italia rispetto agli altri Paesi

Quanto conta il nepotismo, quel sistema di favori e raccomandazioni che si passano da padre in figlio, e più in generale tra parenti, nei vari Paesi del mondo? Il Guardian ha pubblicato un interessante articolo di Mona Chalabi sul problema del nepotismo: due dei principali temi analizzati sono la difficoltà nel quantificare questo fenomeno e la sua contestualizzazione in diverse aree geografiche. A partire da uno studio del World Economic Forum, il Guardian ha realizzato un’illustrazione che rende bene l’idea di come cambi la situazione da Paese a Paese, inclusi Italia, India, Finlandia e Stati Uniti.

Guardian nepotismo

Il World Economic Forum ha usato una scala da 1 a 7, dove per il livello 1 si intende un sistema molti influenzato dal nepotismo e per 7 un sistema economico interamente meritocratico: in questa scale l’Italia ha un “punteggio di nepotismo” pari a 3,8 mentre gli Stati Uniti ne hanno uno di 4,2 e la Cina di 4,1. Il Paese messo peggio è lo Zambia, con un punteggio di 2,7 e quello messo meglio è la Finlandia, con 6,4 (i dati completi li trovate alla pagina 432 di questo documento).

Da notare però che si tratta di una stima sulla percezione dell’impatto del nepotismo, più che di una quantificazione esatta. La mancanza di studi quantitativi sul tema è notevole, scrive la giornalista, anche perché molti degli istituti statistici non chiamano il nepotismo con il suo nome. Per esempio il Censo americano ha condotto rilevazioni sul temi come “Padri, digli e la trasmissione inter-generazionale dei datori di lavoro”, dove in soldoni si parla di come i padri passino gli impieghi ai figli, senza però utilizzare il termine “nepotismo” o “raccomandazioni”.

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