La casa dei ricordi, come una domenica d’estate…
Come possono colore e profumo trasformare la casa in uno spazio emotivo? Intrecciando ricordi olfattivi con botaniche naturali. Lo stesso processo usato nelle nuove home fragrance firmate Roger & Gallet che creano stanze come rifugi emozionali.
C’è una celebre pagina del Tempo ritrovato di Marcel Proust in cui il narratore, posando il piede su una pietra sconnessa del cortile dei Guermantes, viene improvvisamente trafitto da un richiamo sensoriale inatteso. Citare la madeleine imbevuta nel tiglio può sembrare una scelta quasi banale, eppure quel passaggio della Recherche rimane un punto di partenza imprescindibile: un frammento di storia della letteratura che ha anticipato, e in qualche modo aperto, interi campi d’indagine della psicologia e della neurobiologia moderna sulla memoria involontaria e sulle percezioni profonde. Proust ci ricorda che la nostra esperienza dello spazio e del tempo non appartiene mai soltanto alla vista o alla pura logica razionale. Il ricordo è un meccanismo sinestetico: vive nell’intreccio invisibile tra ciò che l’occhio registra e ciò che l’olfatto evoca, trasformando luoghi fisici in veri e propri scenari emotivi.
Abitare un ambiente non significa semplicemente occupare una metratura o disporre degli arredi. Significa costruire un’atmosfera. Se l’architettura novecentesca ha spesso ceduto alla tentazione di un minimalismo ascetico – una sorta di dittatura del bianco, del grigio e del neutro –, il design più radicale e libero ha saputo ritrovare nel potere del colore un’energia dirompente. Si pensi a Ettore Sottsass e alle icone del gruppo Memphis: negli anni Ottanta, l’uso sfacciato dei colori primari e saturi non era una mera provocazione decorativa, bensì una dichiarazione di poetica. Il rosso, il blu, il giallo e il verde non servivano a rivestire le superfici, ma a scardinare la rigidità funzionalista per restituire agli oggetti un’anima emotiva, quasi artistica, capace di stimolare e reincantare la quotidianità.
Se il colore dà forma e ritmo visivo al nostro rifugio domestico, è il profumo a definirne l’identità invisibile. I profumi possiedono una straordinaria capacità di risonanza con il sistema limbico, la parte più antica del nostro cervello, laddove risiedono le emozioni primordiali e i ricordi non addomesticati. In questo incrocio tra cromatismo e aromacologia – la disciplina che indaga l’influenza delle essenze sul comportamento e sull’umore – si inserisce la visione di un marchio storico come Roger & Gallet. La storia della Maison francese affonda le sue radici nel XVIII secolo, quando Jean-Marie Farina creò la celebre Eau de Cologne Extra Vieille, amata persino da Napoleone I Bonaparte. Pioniera nell’arte della profumeria e celebre per essere stata la prima al mondo a produrre i caratteristici saponi solidi rotondi, Roger & Gallet ha sempre concepito il profumo come una fonte di benessere quotidiano. Oggi, quel know-how fondato su oli essenziali naturali ed estratti botanici travalica la cura della persona per vestire interamente gli interni della casa, dando vita a quello che si può definire un vero e proprio mood design.

La nuova collezione di fragranze d’ambiente della Maison esprime esattamente questa sinestesia, materializzando lo stato d’animo attraverso la forma e la materia. I flaconi in vetro ritrovano la memoria storica del brand riprendendo il motivo Plissé Soleil nato nel 1879 per i saponi rotondi, trasformandolo in oggetti scultorei dalle linee quasi Art Déco, dove il colore puro dialoga direttamente con gli oggetti della casa. È così che ogni stanza si articola in una grammatica narrativa fatta di toni e frequenze olfattive. In uno studio o in un soggiorno, il vetro verde che racchiude Souffle un Coup, firmato da Grégoire Balleydier, agisce come una soglia di decompressione: l’olio essenziale di pino, intrecciandosi all’eucalipto e alle note acidule del ribes nero, stimola la concentrazione e l’ossigenazione, quasi fosse l’equivalente olfattivo di una finestra spalancata all’improvviso su un bosco. Muovendosi verso gli spazi della socialità, il registro cambia e si tinge di un rosa vivido e solare con Comme un Dimanche, opera di Kristina Dineko. Qui l’olio essenziale di petit grain infonde un’energia che potremmo definire ottimista, rinfrescata dalle note spontanee del frutto della passione e dei fiori d’arancio, che rievocano l’atmosfera sospesa e conviviale di una domenica che non vuole finire.

Quando la giornata declina, la tavolozza cromatica si scalda. L’arancio ambrato di Basta Cosy, anch’esso ideato da Dineko, proietta sullo spazio la stessa luce dorata del tramonto: le sue note calde di sesamo, vaniglia e mirra – con l’olio essenziale di quest’ultima sapientemente impiegato per le sue qualità anti-stress – trasformano la stanza in un rifugio ovattato dove riscoprire il valore della lentezza. Infine, per la notte, il percorso si chiude nel blu profondo di Coucouning, composizione di Marine Mercé studiata per quando gli schermi si spengono e le luci si fanno soffuse. L’olio essenziale di mimosa guida verso un riposo sereno, avvolto dalla spiritualità legnosa del palo santo e dalla morbidezza eterea del muschio bianco. In un’epoca in cui le nostre case sono diventate luoghi fluidi, spesso sovraccarichi di stimoli digitali e palette cromatiche omologate, riscoprire il potere combinato del colore e del profumo diventa un atto di resistenza poetica. Scegliere come profumare una stanza significa, in ultima analisi, scegliere come desideriamo sentirci al suo interno, trasformando lo spazio privato in una vera e propria architettura delle emozioni.