È il più “schivo” dei musicisti italiani, evita l'autopromozione e limita moltissimo anche i live. E nonostante questo, il suo Una lunghissima ombra è stato uno dei dischi più attesi del 2025. Lo abbiamo intervistato nel nuovo numero di Rivista Studio, appena uscito.
Questo è l’editoriale del nuovo numero di Rivista Studio, uscito oggi e intitolato La vita vera Istruzioni per l’uso. Lo trovate in edicola, nelle librerie selezionate oppure, più semplicemente, sul nostro store online.
Cosa succede quando la vita ci appare come una griglia satura, un reticolo di prestazioni e un ciclo asfissiante di produttività? La risposta, forse, non la troviamo nell’ennesimo modello di efficienza, ma in una vecchia e caparbia ambizione letteraria: quella dello scrittore francese Georges Perec.
Membro dell’OuLiPo – l’Officina di Letteratura Potenziale – Perec, insieme a figure come Raymond Queneau e Italo Calvino, si poneva un obiettivo controcorrente: rinnovare la letteratura ponendosi dei vincoli. Regole matematiche, permutazioni, palindromi. L’idea non era la costrizione sterile, ma la ricerca di una nuova libertà creativa che scaturisse dalla regola per poi sorprenderla, generando l’inatteso. Un modo per trovare una via inaspettata all’interno della routine quotidiana.
Questo meccanismo di vincolo come fonte di potenziale è al centro del suo capolavoro, La Vie mode d’emploi (La vita istruzioni per l’uso), pubblicato nel 1978. Perec immagina un palazzo parigino di dieci piani, essenzialmente una scacchiera di cento caselle. La narrazione procede con la mossa del cavallo, mossa dopo mossa, stanza dopo stanza, senza mai tornare nella stessa camera: «L’elemento non preesiste all’insieme… non sono gli elementi a determinare l’insieme, ma l’insieme a determinare gli elementi: la conoscenza del tutto e delle sue leggi, dell’insieme e della sua struttura, non è deducibile dalla conoscenza delle singole parti che lo compongono».
Questa intuizione è la chiave di volta di questo numero: LA VITA VERA ISTRUZIONI PER L’USO. Se il “tutto” è la nostra esistenza, e le “caselle” sono i singoli momenti, gli incontri, gli oggetti, i film, gli abiti, i libri che collezioniamo, allora la ricerca di una vita autentica non può essere la somma frettolosa di singole azioni. È la struttura complessiva, il percorso unico e irripetibile sulla scacchiera, a dare senso a ogni singola mossa. Il romanzo di Perec recupera una molteplicità affascinante: tanti personaggi, tante storie, tanti ricordi. È un mondo letterario che si offre come specchio del mondo reale, non nella sua fedele riproduzione, ma nella sua infinita e caotica ramificazione.
È da qui che parte la nostra indagine. In un’epoca ossessionata dal “fare”, dal “produrre” e dall’essere sempre connessi, noi ci siamo chiesti: se la vita è davvero una scacchiera in cui ogni momento, una volta toccato, non torna più, che senso ha l’affannosa ricerca di replicare la stessa emozione, di tornare nello stesso posto? Forse, per vivere una “vita vera”, non è necessario fermare il tempo, ma semplicemente fissarlo per un istante, raccogliendo le tracce di una realtà in continuo mutamento. Questo numero descrive la vita in tutte le sue sfumature, con un desiderio palpabile di essere offline. Di concederci la possibilità di vivere senza la pressione di dover documentare ogni casella della nostra scacchiera virtuale.
La risposta su come vivere “davvero” non è qui, ma l’indagine, il desiderio di descrivere la confusione e la bellezza che scaturisce da questo perpetuo e irripetibile viaggio, è la nostra unica, vera istruzione per l’uso.
Il film di Albert Serra sul torero peruviano Andrés Roca Rey porta il documentario in un territorio inesplorato e violento, persino ostile allo spettatore. Ed è proprio questo a renderlo una delle opere fondamentali della storia recente del cinema.
Il libro, uscito 20 anni fa in Francia ma solo adesso in Italia, è il racconto in immagini e parole della breve storia d'amore con il fotografo Marc Marie, attraverso il quale Ernaux tocca tutti i temi che caratterizzano la sua letteratura.
