Hype ↓
13:52 martedì 13 ottobre 2026
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.

L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica

Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.

13 Ottobre 2026

Questa settimana il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, l’IPCC, l’organismo dell’ONU che riunisce i principali scienziati del clima del mondo, è ad Addis Abeba (Etiopia) per discutere il suo settimo rapporto di valutazione, l’AR7, cioè la sintesi di tutto quello che si sa sulla crisi climatica. Il rapporto dovrebbe uscire nel 2028, in tempo per la COP33 di fine anno, dove si farà il bilancio globale di quanto i governi stanno facendo per tagliare le emissioni rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi di contenere l’aumento della temperatura media della Terra entro un grado e mezzo dai livelli preindustriali, e il passaggio da cui dipende il meccanismo che obbliga i paesi ad aumentare via via i propri impegni in tal senso. Un gruppo di paesi guidato da Arabia Saudita, Russia, India e Cina sta spingendo per rimandare la pubblicazione di questo report al 2029. La ragione ufficiale è «dare ai Paesi in via di sviluppo più spazio nella ricerca, che per trent’anni è stata dominata da Unione europea, Regno Unito e Stati Uniti».

I Paesi più poveri e più vulnerabili, che sono anche quelli che contribuiscono meno alla ricerca, si oppongono a qualsiasi rinvio. Venerdì i ministri di trentaquattro Paesi membri della High Ambition Coalition, che riunisce alcuni dei Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica insieme all’Unione europea e al gruppo dei Paesi meno sviluppati, hanno chiesto al contrario di accelerare. «Non possiamo permettere che siano gli interessi politici a decidere quali dati scientifici il mondo debba conoscere» ha detto al Guardian Jess Gasper, ministro delle Isole Marshall. Per Jiwoh Emmanuel Abdulai, Ministro dell’Ambiente della Sierra Leone, l’Accordo di Parigi potrà mantenere la sua promessa solo se a guidare i negoziati continueranno a essere i migliori dati scientifici disponibili. Le temperature globali hanno già superato la soglia del grado e mezzo, e anche se tutti i Paesi rispettassero i loro attuali obiettivi sul taglio delle emissioni, la temperatura media del pianeta salirebbe comunque di 1,8 gradi rispetto a quelle preindustriali. La maggior parte dei Paesi, però, non ha piani precisi per raggiungerli.

I rapporti dell’IPCC escono dal 1988 e ogni volta sono diventati sempre più allarmanti. L’ultimo, pubblicato in tre parti tra il 2021 e il 2022, diceva che senza tagli rapidi alle emissioni il mondo sarebbe andato incontro a conseguenze catastrofiche e in alcuni casi irreversibili. Da allora le emissioni di gas serra hanno continuato ad aumentare, e quest’anno sono caduti i record di temperatura, la siccità ha colpito vaste zone d’Europa e degli Stati Uniti, e un El Niño in rafforzamento, alimentato dalla crisi climatica, dovrebbe portare fenomeni estremi e prezzi del cibo più alti. Sulla carta l’IPCC lavora senza interferenze dei governi, ma i documenti che contano di più, le «sintesi per i responsabili politici» che accompagnano le migliaia di pagine dei rapporti, devono essere approvati da tutti i Governi, e tutti i Governi vogliono dire la loro.

Articoli Suggeriti
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina

Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.

Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza

Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».