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07:17 lunedì 22 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Una copertina dell’Economist in cui si fa riferimento all’Italia sta facendo incazzare tutti

20 Ottobre 2022

L’Inghilterra sta passando un momento difficilissimo dal punto di vista politico: la premiere appena nominata Liz Truss è già in crisi, il progetto di trasformazione del Paese nel paradiso liberista attraverso l’implementazione della cosiddetta Trussnomics pare già accantonato, l’equivalente britannico del ministro dell’Economia, Kwasi Kwarteng, è già scappato, il suo sostituto, Jeremy Hunt, ha già detto che niente di quello che era stato promesso sarà realizzato perché, semplicemente, i soldi non ci sono. Un’instabilità politica alla quale gli inglesi si ostinano a non abituarsi, nonostante dal referendum sulla Brexit in poi nessuno nel mondo sia più riuscito a capire dove stia andando e cosa stia facendo l’Inghilterra. Disabituati al ruolo e alla situazione, gli inglesi cercano di spiegarsi le loro difficili circostanze paragonandole ad altre simili vissute da altri Paesi negli ultimi anni: e, ovviamente, quando si parla di instabilità politica e confusione istituzionale il gold standard europeo è l’Italia. Per raccontare ai suoi lettori l’incredibile crisi del governo Truss, The Economist ha deciso di titolare il suo ultimo numero con un eloquente “Welcome to Britaly“, benvenuti nell’Inghilterra che somiglia sempre di più all’Italia, il Paese dei 68 governi in 76 anni di storia repubblicana, della vita parlamentare come un gioco di società, di esecutivi che muoiono senza che nessuno abbia avuto nemmeno il tempo di accorgersi della loro nascita.

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A prescindere dai contenuti – su quale Paese, tra Inghilterra e Italia, si sia dimostrato più instabile e incomprensibile negli ultimi anni ci sarebbe da discutere – la copertina dell’Economist in queste ore è al centro di una shitstorm crescente perché come simbolo della neonata nazione di Britaly è stata scelta un’effige con le fattezze della premiere Liz Truss, addosso una tunica da antica romana, in testa un elmo da centurione, in un braccio uno scudo a forma di pizza, nell’altro una lancia-forchetta decorata sulla punta da un grosso boccone di spaghetti arrotolati. Viviamo nell’epoca in cui le redazioni di giornali e riviste si affidano ai sensitivity reader pur di evitare il rischio di offendere qualcuno scrivendo la parola o mostrando l’immagine sbagliata, ma forse nella redazione dell’Economist questa nuova figura professionale ancora non è arrivata e centurioni romani, pizza e spaghetti sono ancora considerati simboli adatti a raccontare l’Italia. Chissà che pensano gli Elkann, editori dell’Economist, ultimi eredi di una della dinastie del capitalismo italiano, di questa copertina.

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Nelle scorse settimane abbiamo assistito a una polemica continua: su Erri De Luca a Salerno Letteratura, su Eskol Nevo a Il Libro Possibile, sulla dichiarazione di antifascismo di Più Libri Più Liberi. Fare i festival letterari è sempre stato difficile, ma adesso è diventato un incubo.