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09:21 giovedì 11 giugno 2026
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.

È morto Claude Ruiz-Picasso, gestore dell’eredità di un padre che lo odiava

28 Agosto 2023

Giovedì 24 agosto, all’età di 76 anni, è morto Claude Ruiz-Picasso. La notizia della morte è stata confermata dall’avvocato di Ruiz-Picasso, che però non ha fornito nessun dettaglio sulle cause né sul luogo della morte: per il momento, come scrive Richard Sandomir sul New York Times, si sa soltanto che Ruiz-Picasso è morto in Svizzera. Per più di 30 anni, ha gestito il patrimonio lasciato da suo padre Pablo, un lavoro al quale si era dedicato abbandonando la sua carriera da fotografo – ammiratore di David Douglas Duncan, che gli aveva regalato la sua prima Nikon, assistente di Richard Avedon, sue fotografie sono state pubblicate suVogue, Saturday Review, Time e Life, tra gli altri – e vincendo una causa in tribunale per farsi riconoscere, assieme alla sorella minore Paloma, come legittimo erede dell’artista.

Claude e Paloma sono i figli di Picasso e della pittrice francese Françoise Gilot, che mise fine alla relazione nel 1953 e raccontò i suoi dieci anni con l’artista spagnolo nel memoir Vita con Picasso, pubblicato nel 1964. Permaloso come pochi altri uomini nella storia dell’umanità, Picasso se la prese moltissimo per quello che nel libro veniva detto di lui, al punto da decidere di interrompere qualsiasi rapporto con Gilot e con Claude e Paloma, di cui non aveva però mai negato di essere il padre. La decisione di Picasso costrinse i due a risolvere la questione dell’eredità per via giudiziaria: nel 1970 Claude e Paloma chiesero a un giudice francese di essere riconosciuti come i legittimi eredi di Picasso. Nel 1974, un anno dopo la morte del padre, il riconoscimento arrivò. Nella sentenza si diceva che il fatto che Picasso fosse davvero il padre di Claude e Paloma era dimostrato, tra le altre cose, dal fatto che lui avesse dedicato a loro diverse opere.

La storia, però, non era finita lì. Solo nel 1989, dopo sei anni di cause e controcause, Ruiz-Picasso riuscì a diventare, sempre previa sentenza di un giudice, il responsabile e gestore dell’eredità del padre. Fino a quel momento il ruolo era stato conteso tra lui e tutti gli altri eredi di Picasso, compresa Jacqueline Roque, la seconda moglie dell’artista. Risolta definitivamente la questione, Ruiz-Picasso cominciò a occuparsi di autenticazione di opere attribuite a suo padre, di accordi commerciali e di lotta a falsari e imitatori. Nel 1998 firmò un accordo con PSA Peugeot-Citroen che prevedeva la cessione, per venti milioni di dollari più le royalty, del nome e della firma di Picasso. Fu così che Ruiz-Picasso tornò in tribunale: Marina Picasso, figlia di Paulo e nipote di Pablo, aveva detto di non poter accettare che «il nome di mio nonno e di mio padre sia usato su una cosa triviale come un’automobile». Nello scorso luglio, dopo più di 30 anni nel ruolo, Ruiz-Picasso aveva ceduto il posto di amministratore del patrimonio di famiglia alla sorella Paloma, nel frattempo diventata un’importante designer di gioielli.

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