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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Esattamente 20 anni fa usciva ‘…Baby One More Time’

23 Ottobre 2018

Esattamente vent’anni fa veniva lanciata in radio per la prima volta “…Baby One More Time” di Britney Spears: era il 23 ottobre del 1998. Pochi giorni dopo, stava al primo posto della classifica delle canzoni più ascoltate al mondo, posizione dove sarebbe rimasta a lungo. Ancora oggi resta un classico dei tardi anni Novanta: al perché una scanzonata canzonetta pop sia diventata un classico irresistibile ha dato una spiegazione Lucy Jones sull’Independent.

Il fascino da Lolita della giovanissima Spears, che all’epoca non aveva ancora compiuto 17 anni, ha senz’altro avuto il suo peso. La sua “baby voice”, così diversa dalla sua vera voce, era perfetta per il brano: «un segno distintivo e immediatamente riconoscibile fin dal primo verso». Britney è brava a comunicare il lato emotivo di un testo, anche il più scontato. Eppure, scrive Jones, il merito dei milioni di dollari guadagnati da ‘…Baby One More Time’ è tutto di Max Martin, compositore e autore dei testi.

Martin è uno svedese cresciuto ascoltando Elton John e Vivaldi, aveva studiato musica alla scuola pubblica ed era stato il frontman di una band sconosciuta ai più. Un genio del pop i cui testi hanno riempito gli album di gruppi simbolo degli anni ’90 come i Backstreet Boys e i Westlife and Robyn. Ancora oggi scrive e compone per varie star del pop, incluse Katy Perry e Taylor Swift. Proprio grazie a ‘…Baby One More Time’ che Martin è diventato il compositore multimilionario che è oggi: la melodia gli è venuta in mente in piena notte e che l’ha registrata ancora in dormiveglia. Tratto distintivo di Martin, sottolinea la Jones, è «prendere un frammento melodico e ripeterlo dappertutto. Il che dà un senso di familiarità e sai immediatamente, nel giro di due secondi, di quale canzone si tratta».

Teorie affermano che Martin usi una formula matematica per comporre: un ritornello nei primi 50 secondi e poi non più di tre o quattro accordi per l’intera traccia. Da sole però tecnica e matematica non bastano, quel che rende Max Martin un genio, continua la Jones, è la sua capacità di immaginare con precisione il modo in cui una canzone debba essere cantata. Come ha raccontato lo storico di musica John Seabrook nel suo libro The Song Machine: Inside the Hit Factory, dopo aver ascoltato la demo di Martin ci si rende conto che «la versione dello svedese suona esattamente come quella della Spears». In altre parole, Britney, Katy Perry, Taylor Swift per cui lui scrive e compone non fanno altro che cover delle registrazioni originali di Max Martin.

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