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Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

1927 Kansas City

Ovvero perché parlare con cinismo e ironia di calcio (e dall'AS Roma) su facebook, è meglio del calcio stesso

08 Settembre 2011

Ogni due settimane la figurina, la storia, il profilo del personaggio del momento scritta per Studio da Alberto Piccinini.

Ho degli amici molto addentro alle vicende dei social network e della rivoluzione orizzontale della comunicazione e dello star system che sostengono di twittare coi calciatori. Sarà. Personalmente, a proposito di nuove tecnologie trovo che la questione di Balotelli messo in punizione dall’allenatore della nazionale Prandelli perché s’era portato l’i-pad in panchina – per ascoltare musica, si è scusato – sia di una abissale incongruenza. Incongruenza dell’oggetto, dico. Portati un i-pod, un samsung, un walkman, come al solito? Non è più comodo? E poi: a Coverciano il wi-fi prende sul campo? Mah.

Comunque. Nell’attesa dell’inizio del campionato italiano di calcio di serie A – spasmodica, insomma, così così, e ogni anno che passa è peggio, e ho notato che la cosa è inversamente proporzionale alla quantità di telecamere messe in campo da Sky, o sarà mica la mezza età? – nell’attesa dicevo ho stretto convintissima amicizia facebook con Kansas City 1927. Chi è? Non lo so. 1927 è la data di fondazione dell’As Roma. Kansas City immagino sia come un omaggio a Alberto Sordi, ma apprendo da un post che 1927 Kansas City è pure il titolo di una graziosa canzoncina pop-country americana degli anni ’70.

Il 19 agosto, giorno di Slovan Bratislava-Roma 1-0, sfigato preliminare di coppa Uefa, Kansas City posta il primo commento. Che finisce così: “A nulla è valso il rasposo e volenteroso e aggressivo e feroce rush finale, a nulla è valso il tourbillon di cambi orchestrato dal tecnico asturiano (che pure ‘ste Asturie ‘ndo cazzo stanno è tutta da capì) (…). Amo perso…, e pure Tom alla fine l’ha capito, anche perché gli americani so’ veloci, rapidi, gente de business, e 80 minuti pe’ capì le regole del gioco jerano bastati. “Henry Louis, what a fuck are you laughing?” pare abbia detto al suo Mister il novello Closer. “Hasta siempre comandante”, avrebbe replicato l’asturiano. “No sarà la Slovachia a stopar la revolucion cultural”.

Spero che la translitterazione dallo slang romanesco arrivi oltre il raccordo anulare. L’asturiano è Luis Enrique, il nuovo allenatore della Roma. Tom è Di Benedetto. Non ho minimamente idea di chi è Kansas City, o chi sono. “Yellowred revolution” c’è scritto nelle informazioni. Quindi si parla di calcio e di Roma. E parlare di calcio a Roma è molto più che un passatempo: è uno stile di vita, una grande scuola di retorica, filosofia, economia, politica, cinque-sei radio locali sono interamente dedicate solo a quello (e ogni anno si moltiplicano, e con loro gli “opinionisti”).

Ora, chi ha presente le “recinzioni” cinematografiche di Johnny Palomba (stampate in otto libri e amatissime pure da Nanni Moretti) noterà che lo stile di Kansas City si avvicina un poco a quella cosa lì. Ma è soltanto un caso, credo. Nel senso: se vivi qua, sotto il Cuppolone (con due “p”), il cinismo comico autoflagellatorio del romano che deve confrontarsi tutti i giorni con la realtà della città ex imperiale,  è nell’aria. Se poi si parla di calcio, nell’anno che si annuncia come quello della rifondazione sull’asse New York/Barcellona/largo ai giovani, e già stiamo freschi così, dose doppia di cinismo.

Il 26 agosto, partita di ritorno Roma-Slovan all’Olimpico, il giorno della sostituzione di Totti al 70’, insomma l’Apocalisse, Kansas descrive così il giuoco della squadra: “i nostri giovini ispanicotrigorici sgambettavano mandando a memoria il chiticaca che sognare il mondo farà.Il concetto dopo tutto è semplice. Io la do a te, tu la dai a me, lui la dà a egli, egli la dovrebbe dare a noi, se poi egli è Rosi, vabbè, come non detto, riprovamo alla prossima, ma tutto sommato il ragionamento fila”. Alla fine della partita, come tutti, se la prende con Luis Enrique: “Tu, Luigi Enrico, nun meriti me, nun meriti la mia sciarpa de lana, nun meriti la mia rosolia incipiente, nun meriti né Er Capitano né Er Cuppolone né Venditti né Tempestilli né Angelo Mangiante, nun meriti manco Trigoria guarda, e nun meriti manco l’opportunità de dimostrà un giorno che Okaka sia finalmente diventato il campioncino che da 25 anni speriamo che sia”.

Non voglio rovinare ulteriormente il gioco, nè spiegare altre battute. Concludo aggiungendo ancora un sample di Kansas City 1927, tratto dal “pagellone” sugli acquisti e i movimenti di mercato della stagione che va a incomiciare: Antunes:  se chiama Vittorino, come er coltellino svizzero, ma a differenza dello stesso lui non è multiuso, ma nemmeno monouso, semplicemente nse capisce che uso se ne possa fa. (….) Guberti: na bustina de Fluimucil buttata sul campo avrebbe funzionato meglio, come fluidificante. Fulgido esempio de tornante che non torna, de laterale che non lata, de ala che non ala, l’unico apporto alla causa romanista l’ha dato indossando la maglia della Samp, segnando un gol alla Lazio che ancora oggi non se lo spiegano manco gli analisti della Nasa. (…) Koffy e Mendy: eredi morali di Mork e Mindy, simboleggiano il prepotente ritorno sulle scene della tratta degli schiavi. Ingaggiati e rivenduti solo per incomprensibili manovre di smistamento extracomunitari (…) Pare che gli sia stata negata anche la visita a Trigoria come giardinieri aggiunti.

Ecco. Se non dal campionato della rifondazione giallorossa, almeno da Kansas City io mi aspetto parecchio. L’altro giorno al barista di Garbatella che mi ascoltava sempre più interdetto in tutta una mia serie di evoluzioni retoriche sul caso Totti, sono arrivato a dire che io, si vinca o si perda o finisca in disastro, mi diverto lo stesso. L’importante è che se ne possa parlare per giorni, settimane e mesi. Anni, persino. Quindi non sono attendibile.

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