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Niente adrenalina per Romney

Il Super Tuesday raccontato da Boston. La serata di un frontrunner che poteva giocarsela meglio

Boston. Mitt Romney ha superato la prova del Super Tuesday. Nonostante non abbia assestato il ko, l’ex governatore del Massachusetts ha messo a segno un buon colpo d’immagine conquistando l’Ohio, Stato che a novembre sarà fondamentale. La sua vittoria è arrivata nei grandi centri urbani: ha vinto al nord, in riva al lago Erie, fra Toledo e Cleveland, ha trionfato nella capitale Columbus e poi a Cincinnati, al sud.

Santorum ha invece conquistato le sterminate aree rurali dell’Ohio, ma non è bastato. Dopo aver vagato nei giorni precedenti al voto per gli stati in palio, i due sfidanti sono tornati in Ohio alla vigilia del Super Tuesday per giocarsi le ultime carte. Introdotto da una preghiera collettiva, lunedì mattina Rick Santorum ha tenuto un comizio molto ispirato alla Dayton Christian School di Miamisburg, nelle campagne dell’Ohio. L’ex senatore della Pennsylvania ha fatto sottolineato come “essere americani sia un’idea”, proponendosi come la scelta pura e conservatrice per sconfiggere Obama a novembre. Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso e dal coro “U-S-A, U-S-A”, lo stesso che in serata ha risuonato a Bryan Place, l’albergo boutique di Zanesville dove Romney è stato salutato da un pubblico limitato, ma comunque entusiasta.

Terra di confine fra il nord industriale della rust belt e il midwest rurale, l’Ohio è da sempre uno Stato fondamentale nella corsa alla presidenza, specialmente per il partito repubblicano. Un territorio piatto, perfino desolato, che però rappresenta in piccolo le scelte dell’elettorato nazionale del Gop. In Ohio Romney ha compiuto un altro passo importante verso la nomination repubblicana e verso i 1.144 delegati necessari per sfidare Obama. Come successo in Michigan una settimana fa, quando ottenne una vittoria che ormai gli sembrava sfuggita di mano, nella notte di ieri ha messo a segno una grande rimonta in Ohio, dove Santorum era in vantaggio da dieci giorni.

Le vittorie di Romney non si fermano qua. Oltre al Massachusetts, dove è stato governatore e ha ottenuto un grande trionfo, ha portato a casa anche Idaho, Stato con una nutrita rappresentanza mormone, Virginia e Vermont. Ai fini dei delegati conquistati, oltre 200, è stata una vittoria importante, ma politicamente non è andato benissimo. A Gingrich si è accapparrato Georgia, il suo Stato, mentre Santorum ha vinto in Tennesse, Oklahoma e North Dakota, che tuttavia non assegnava delegati.

Tornato a Boston per votare al seggio di Beech Street, in un centro anziani, Romney ha poi tenuto la sua notte elettorale al Westin Hotel. L’atmosfera era però dimessa, non entusiasta, con i maxischermi che sono rimasti spenti quasi tutta la serata, quando Santorum era inizialmente in vantaggio in Ohio. Ad intrattenere il pubblico ci ha pensato prima una cover band di ragazzini che hanno intonato grandi successi degli anni sessanta e attuali, poi un enorme membro dello staff travestitosi da capo ultras che ha incitato la folla a cantare.

Romney è apparso sul podio all’improvviso, accompagnato da Ann, dai figli e dai nipoti. L’ex governatore, acclamatissimo, ha reso cavallerescamente omaggio ai suoi sfidanti congratulandosi per la serata. Fiacco, stanco, in una stanza non troppo piena, Romney poteva giocarsi meglio le proprie carte in una serata così importante. La sua candidatura si conferma solida, ma non abbastanza da allineare il partito repubblicano trascinandosi alle spalle l’ala conservatrice che ancora non lo digerisce.

 

(Foto: Win McNamee/Getty Images)

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