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La rassegna di Studio per il weekend

Trivellare il fondo del mare, la scoperta di una lingua universale che forse non sapete nemmeno di conoscere, capire Napoli, oggetti falliti: storie e racconti a cui affidare un pomeriggio di siesta.

Per chi si fosse perso Studio in Triennale, che si è concluso la scorsa settimana, abbiamo messo a punto una serie di letture ad hoc. Ma per chi non volesse rinunciare a delle buone letture da tutto il mondo con cui passare il fine settimana, ecco la consueta rassegna di Studio.

Buona lettura.

 

“A Brief History of Failure” – The New York Times Magazine

Una galleria di invenzioni e prodotti che sembravano destinati a cambiare il mondo e invece sono scomparsi nell’oblio. Una riflessione sul fallimento, certo, ma anche un portale verso tanti universi paralleli al nostro.

 

“Napoli non la capisce nessuno” – Internazionale

Cristiano de Majo racconta la sua città e il caso di Bagnoli, un punto dal quale Napoli poteva risorgere.

 

“The Quiet German” – The New Yorker

Angela Merkel, la donna più potente del mondo: profilo del Cancelliere tedesco che trasformato la «Germania nella reminiscenza dell’America di Eisenhower».

 

“What Fame Looks Like for Benedict Cumberbatch” – Vulture

Il New York magazine profila l’attore britannico che negli ultimi anni ha creato (a sua insaputa) attorno a sé una strana forma di fan: è quello che succede quando si diventa un meme.

 

“The Cosby Show” – The Atlantic

Ta-Nehisi Coates racconta di quando, tempo fa, scrivendo un articolo su Bill Cosby, scelse di non dare credito alle accuse di stupro che già allora piovevano sul noto attore. Uno scandalo e un rimpianto giornalistico.

 

“The good zombie” – Aeon

La nascita della figura dello zombie “umano”, in grado di pensare, ragione e, ebbene sì, innamorarsi (degli umani).

 

“The Deepest Dig” – The California Sunday Magazine

Trivellare il fondo del mare, il punto più vasto e ignoto del pianeta Terra, pieno di esseri che gli esperti non esitano a definire “alieni”: perché farlo?

 

“Smile, You’re Speaking EMOJI” – New York

Come gli Emoji sono diventati una lingua globale che nessuno ha davvero bisogno di imparare.

 

“Can anyone reinvent the everyday chair?” – Bbc Magazine

Ikea vuole “democratizzare” e migliorare un oggetto pressoché perfetto: la sedia. È davvero possibile farlo?

 

Immagine: particolare della redazione parigina dell’International New York Times (Guillaume Belvèze)

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