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00:11 sabato 20 giugno 2026
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.
Persino J.D. Vance si è stufato delle deliranti uscite di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich sull’accordo di pace con l’Iran «Trump è l'unico capo di Stato al mondo solidale con Israele. Non attaccherei l'unico alleato che mi è rimasto», ha detto in conferenza stampa il Vicepresidente USA.
In Giappone sono tutti indignati per lo scandalo del “cartello del gelato”, cioè di un gruppo di aziende che si sono messe d’accordo per aumentare continuamente il prezzo del gelato Aumenti di 6 centesimi alla volta ma frequentissimi e che non avevano nulla a che fare con l'aumento del prezzo delle materie prime. Finché non se ne è accorta l'Antitrust.
Se volete trasformare casa vostra in uno spazio liminale, A24 ha fatto la carta da parati di Backrooms E costa anche relativamente poco: 60 dollari a rotolo. Una cifra accettabile per trasformare un ambiente di casa in un incubo.
La Nazionale francese ha deciso che dopo ogni gol che segna al Mondiale nello stadio deve partire One More Time dei Daft Punk a tutto volume In questa edizione del Mondiale tutte le Nazionali hanno dovuto scegliere un "inno da gol". C'è anche una playlist ufficiale che li raccoglie tutti.
Tra le opere meno conosciute di David Hockney ci sono delle bellissime illustrazioni che fece per le sue fiabe preferite dei fratelli Grimm Le realizzò nel 1969 e le tavolo vennero raccolte tutte in un volume, pubblicato un anno dopo, intitolato Six Fairy Tales from the Brothers Grimm.
A causa della crisi climatica è morto l’albero più famoso del mondo, la vecchia quercia della foresta di Sherwood La quercia, che cresceva da almeno mille anni, quest’anno non ha prodotto nessuna foglia a causa delle sempre più frequenti ondate di calore e degli eccessivi interventi umani.

Il numero 16 di Studio

Dalla storia di copertina fino all'ultima pagina, cosa trovate dentro il nuovo Studio in edicola e libreria (con un po' di immagini dall'interno numero).

21 Settembre 2013

Da giovedì 19 settembre è in edicola e libreria il numero 16 di Studio. La copertina è occupata interamente da un volto in primo piano, il volto di Hillary Clinton, “Madam president”, o ancora, come recita lo “strillo” in prima pagina, «la donna più potente della nostra epoca». Il perché è spiegato, all’interno, da un lunghissimo articolo firmato Paola Peduzzi, in cui si analizzano e raccontano i vent’anni e più di leadership di Hillary, da first lady di un marito tra i più ingombranti , al sexgate dello stesso Bill, fino alla segreteria di Stato degli Usa e alla consacrazione del suo smart power. E poi il rapporto con il matrimonio e la fedeltà, la madre che le dice «You don’t leave the marriage», la sua carriera da avvocato, i suoi biscotti diventati famosi in tutte le cucine d’America, l’ambizione e la scoperta della simpatia, dell’ironia e dei social network. A lato un’introduzione di Gianni Riotta, un’analisi del team dell’ex segretario di Stato in vista delle presidenziali del 2016, un articolo di Giuliano da Empoli che ritrae Hillary come “the Unnatural”, la rivincità della tenacia e della forza di volontà contro il talento puro. E poi curiosità (Hillary in tv, Hillary prima di essere Clinton, le sue multiformi acconciature), una raccolta di copertine su cui campeggia il suo volto, dai magazine più importanti della moda alla quasi onnipresenza su TIME, e una raccolta di riassunti sul suo ruolo nella diplomazia internazionale.  Il tutto condito da illustrazioni di Stefano Monfeli e le fotografie di Martin Schoeller, il celebre fotografo “dei primissimi piani”.

Al di fuori della storia di copertina, Studio continua con il racconto, firmato Michele Masneri, di Palazzo Grazioli, icona del potere berlusconiano ma già protagonista della storia italiana in tempi molto più antichi. Un lungo articolo di Pascal-Emmanuel Gobry, editor at large di The Kernel, su cosa sta inventandosi Amazon per rivoluzionare i nostri consumi e il nostro modo di pensare i consumi (traduzione di Marion Sarah Tuggey); Pietro Minto che spiega, grazie ai consigli dell’unico “esperto” del settore del mondo, come si può sparire dalla faccia del pianeta (e di come Edward Snowden non potrà più farlo); un’analisi di Cesare Alemanni dalla mecca della scena startup europea, Berlino, sugli splendori e le moltissime miserie che si celano dietro il volto “cool” della vita da startupper; un altro lunghissimo racconto di Tim Small su Los Angeles, il suo multiculturalismo, la sua diversità dalla East Coast, le persone che ci vivono e quelle che vorrebbero andarci a vivere, tra Baudrillard e Hollywood (con fotografie di Karin Apollonia Müller); Davide Coppo racconta, in concomitanza con il ventesimo anniversario di Jurassic Park, come i dinosauri sono diventati un elemento centrale nella cultura pop della società occidentale e perché; un portfolio dal documentario Leviathan, che esplora nuove frontiere della cinematografia e dell’antropologia, spiegato da articolo di Clara Miranda Scherffig; un’incursione di Marta Casadei nel trevigiano, nell’azienda Pier che realizza capi per Dries Van Noten, Dior Homme e altri brand internazionali, per capire il motivo per cui le griffe straniere continuano, nonostante tutto, a produrre in Italia.

E poi la moda, con lo styling di Rossana Passalacqua e le fotografie di Jonathan Frontini per ritrarre non modelli professionisti, ma modelli “di successo”: Giuseppe Donnaloia, mosaicista e restauratore, tra le altre cose, del colonnato del Bernini a San Pietro; Studio Klass, coppia di designer non ancora trentenni e già nel portfolio di aziende come Fiam e FontanaArte; Alberto Bianchi Albrici, patron di Memphis, l’azienda fondata nel 1981 da Ettore Sottsass. Un ritratto per fotografie e parole (Tanya Jones, foto di Ilaria Orsini) della coreografa Noa Shadur.

Infine la consueta sezione Studiorama, con recensioni, segnalazioni, consigli, percorsi e costumi, da questo numero ancora più ampia: Stefano Ciavatta su Ingeborg Bachmann e i suoi “dispacci” radiofonici da Roma negli anni ’50, raccolti in un libro da Quodlibet; Laura Spini su Edgar Wright, il suo particolarissimo humour e l’ultimo film, La fine del mondo; Nicola Bozzi su We think alone, ultimo e interessante progetto di Miranda July; Fabio Severo sui cent’anni dalla nascita di Robert Capa e sul cambiamento del ruolo del reporter di guerra; Vincenzo Marino sul sito Rap Genius, Mattia Carzaniga sulla voglia recentissima dei cocktail più vintage e ricercati, e Anna Momigliano su un oggetto che mischia sensori neuronali, arte, gioco ed enormi sviluppi tencologici, Mind Wave. In chiusura, un estratto da Grande Romanzo Cattolico, romanzo “in progress” di Gianluigi Ricuperati in uscita per Feltrinelli nel 2014.

Come si dice in questi casi, buona lettura!

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