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I ritratti di George W. Bush e l’abuso di Google Immagini

George W. Bush si è dato da qualche tempo alla pittura e in questi giorni i suoi ritratti degli uomini di potere che ha conosciuto durante gli otto anni della sua presidenza sono in esposizione presso il Centro Presidenziale che porta il suo nome, a Dallas, in Texas. Roberta Smith, giornalista del New York Times, ha avuto modo di parlare della collezione notando come i quadri sembrino «leggibili e familiari, come se […] fossero le prime immagini a uscire da Google».

Ebbene, è andata proprio così: Bush ha davvero basato i suoi quadri sui primissimi risultati delle ricerche su Google Immagini, come nota il sito Animal. Non è una tecnica sbagliata né illegale quella di disegnare un ritratto basandosi su una fotografia, ma è interessante notare come Bush abbia scelto la fonte  più diretta, gratuita e semplice, come ha notato Greg Allen sul suo blog. Una ricerca iconografica durata un microsecondo.

Si tratta però di una tecnica un po’ rischiosa, specie per un pittore in erba così sotto i riflettori come Bush Jr., perché c’è il rischio di incappare in immagini protette da copyright, come quella dell’ex presidente francese Jacques Chirac, di proprietà dell’Associated Press e utilizzata per la copertina della sua autobiografia. Shepard Fairey, l’autore dell’iconico murales di Obama con la scritta “HOPE”, ha recentemente confessato di aver basato il suo disegno su una foto dell’Ap, che l’ha denunciato. Succederà lo stesso anche con il 43esimo presidente degli Stati Uniti?

 

 

 

 

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