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21:13 mercoledì 24 giugno 2026
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.

Gli uomini antichi non conoscevano il blu

09 Aprile 2018

La vista dell’uomo riesce a percepire uno spettro molto ampio di colori: grazie a tre tipi di fotorecettori presenti sulla rètina dell’occhio, sono milioni le combinazioni cromatiche che possiamo distinguere. Eppure, alcuni studi riportati su Business Insider nel 2015 e recentemente riproposti da Science Alert rivelano che non è sempre stato così. I nostri antenati (parliamo di antichi Greci, Arabi ed Ebrei) sembra che non conoscessero il colore blu. Le ricerche sulla percezione dei colori lo avevano già notato nel 1800, quando lo studioso William Gladstone notò che nell’Odissea si parla di un oceano “scuro come il vino” e di altre sfumature lontane dalla definizione di blu. Gli studi sono continuati ad opera del filologo Lazarus Geiger, che studiò le lingue antiche hindu, cinesi ed ebraiche, non trovando alcuna menzione del colore. La prima civiltà a parlare del blu fu quella degli Egizi, che usava tinture blu per trucchi e affreschi.

Il fatto che non ci sia una parola per il blu non vuol dire però che gli antichi non potessero vederlo affatto. La questione è stata sollevata dallo psicologo Jules Davidoff, che nel 2006 condusse degli esperimenti cromatici all’interno della comunità Himba, in Namibia. Davanti a un serie di 11 quadrati verdi tra cui uno blu, gli indigeni non riconoscevano l’intruso immediatamente. Neanche loro riescono a descrivere il blu: semplicemente, la loro lingua non designa in maniera univoca quella che per loro è solo una sfumatura del verde. Un altro studio del MIT nel 2007 ha mostrato che la lingua russa usa due parole diverse per il blu chiaro (“goluboy”) e per il blu scuro (“siniy”), portando chi parla la lingua a riconoscere le due sfumature più velocemente. Tutte queste ricerche ci portano a pensare che l’uomo, finché non ha avuto una parola per descriverlo, non si è accorto del colore blu. Se ci pensiamo bene, non è così assurdo: a parte il cielo, è raro trovare in natura elementi di quel colore.

Foto: affresco di Karl Friedrich Schinkel per il “Salone delle stelle nel palazzo della Regina della Notte”, 1815; affresco per la tomba di Amon-er-khephesef, Valle delle Regne, Luxor
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