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Il fascino discreto di un parcheggio

La serie Urban Grids e l'estetizzazione delle architetture banali. Perché, disse Piano, il brutto condominio che abbiamo di fronte a casa lo vediamo per forza.

Di Redazione

Turisti, viaggiatori o passanti con una macchina fotografica al collo ritraggono paesaggi particolari e architetture degne di essere impresse su pellicola e ricordate: di solito si tratta di monumenti, palazzi celebri per motivi storici, paesaggi di una bellezza naturale marcata. Il fotografo Ben Marcin invece spesso fotografa parcheggi. Come fosse un rito giornaliero, colleziona immagini di facciate geometriche di grandi strutture in cemento adibite a depositi, magazzini, uffici. Il risultato è la serie Urban Grids, una sorta di catalogo che raccoglie i pattern e le geometrie delle strutture. Ben Marcin ritrae strutture di per sé quasi banali, che di solito non vengono nemmeno notate, trasformandole in splendide immagini astratte e surreali.

Il fotografo vuole dare un nuovo senso estetico a strutture che hanno come unico obiettivo l’essere funzionali e utili. Presentate in sequenza, le fotografie generano un senso di straniamento rispetto al loro volto più comune. Marcin, che ha sempre avuto una fascinazione per i pattern degli oggetti quotidiani, descrive questa serie come un «patchwork visivo del rumore che ci circonda». Non a caso, la maggior parte dei lavori dell’artista si sofferma sulla nostra relazione con i luoghi edificati. Renzo Piano una volta disse che un brutto libro si può non leggere; una brutta musica si può non ascoltare; ma il brutto condominio che abbiamo di fronte a casa lo dobbiamo vedere per forza. Ben Marcin ci insegna che è il modo in cui guardiamo quei brutti condomini che fa la differenza e cambia la nostra prospettiva.

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