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Dove osano le aquile

Il rito antichissimo e spettacolare della caccia con i grossi rapaci tra Cina e Kazakistan in un reportage di Kevin Frayer.

Di Redazione

In alcune parti di Cina, Kazakistan, Russia e Mongolia, da secoli le popolazioni locali usano aquile e falchi per cacciare e sopravvivere. In Cina questa antica arte è appannaggio di una minoranza di etnia kazaka. A gennaio dell’anno scorso la provincia nord occidentale dello Xinjiang, a Qinghe, ha ospitato una festa organizzata dalla comunità di cacciatori per promuovere le tradizioni della loro regione. Era presente anche il fotografo Kevin Frayer di Getty Images, che ha documentato con le sue immagini il raduno di coloro che in loco sono noti come “Signori degli uccelli”. Nelle fotografie i cacciatori, tutti appartenenti al clan familiare dei Beysenbay, cavalcano i loro destrieri tenendo le aquile sul braccio.

Alcune esemplari di aquila reale usati nella caccia raggiungono quasi il metro d’altezza e molti possono raggiungere i 200km/h quando piombano sulle prede. Le indicazioni che regolano quest’attività, definite nei minimi dettagli, risalgono ai tempi di Gengis Khan. La tradizione di cacciare con aquile e falchi era stata decisamente ostacolata – e quasi cancellata – negli anni della Russia sovietica perché considerata alla stregua del residuo di un’epoca feudale, ma negli ultimi anni è riemersa anche grazie a eventi promozionali come quello documentato da Frayer.

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