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Sogno prefabbricato

Le prefab house sono sempre più belle e raffinate e diventano uno stile di vita: modelli e filosofia del minimal living.

Prefabulous World è un libro del 2014 di Sheri Koones che parla di abitazioni prefabbricate. L’autrice cerca di capire e descrivere l’uso di «case energeticamente efficienti e sostenibili in giro per il mondo». Parallelamente offre una gamma anche stilistica del movimento prefab degli anni ’10, anni della nouvelle vogue dei prefabbricati di design. Dai cottage in Massachussetts ai rifugi in riva al mare in Australia, negli ultimi anni il prefab si è trasformato in un format del nuovo design edilizio.

Anche se il termine prefabbricato viene genericamente utilizzato per indicare un edificio composto da sezioni standard realizzate in fabbrica e assemblate poi in un secondo momento, ci sono differenze tra le diverse tipologie. A partire dal materiale: legno e cemento (pesante e leggero) i più diffusi. Come sottolinea anche la Koones nel suo libro sono diversi gli stili: ci sono prefabbricati rurali, in stile americano – che ricordano le villette di Desperate Housewives – o ultra moderni.

Perché costruire e vivere in case prefabbricate? In alcuni casi le ragioni possono essere solo economiche; in altri legati a una scelta di vita. Lo scorso anno la multinazionale giapponese Muji, più nota per abbigliamento, arredamento e cancelleria low cost, ha cominciato a vendere le sue prime dimore prefabbricate in Giappone, per la prima volta pensate per la città e non per la fuga dalla vita urbana. La casa verticale infatti, molto chiacchierata e fotografata lo scorso anno, aveva misure particolarissime (larga 4 metri e mezzo e alta 8). Come scriveva Gizmodo: «Muji vuole chiaramente offrire a chi compra una casa una terza opzione: un’abitazione nuova, ma con costi minori (anche in termini di tempo) che la progettazione su misura richiederebbe». Quella di Muji era una alternativa bella ai prezzi del folle mercato edilizio nipponico.

Ma se la casa verticale rappresenta un vero e proprio casus è grazie al design curato al minimo dettaglio, progettato da Kengo Kuma, uno dei più importanti e riconosciuti architetti al mondo. E così i designer di tutto il mondo hanno cominciato ad appassionarsi alla costruzione di piccole e delicate dimore: nei giorni scorsi Muji ha rivelato tre nuovi progetti di prefab house, a opera di Kostantin Grcic, Jasper Morrison e Naoto Fukasawa legato a quello che viene definito minimal living.

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Alcune delle storie più incredibili sulle abitazioni prefabbricate si possono trovare su Curbed. Qualche mese fa ad esempio, a Mitcham, quartiere nel sud di Londra, l’archistar Richerd Rogers ha ultimato un complesso residenziale di prefabbricati con porte colorate e facili da spostare in giro per la città. Ancora prima era stata la volta di Amsterdam, dove lo sviluppatore olandese Heijman aveva progettato delle case per i millenials, the ONE,in legno, non troppo economiche, di design avanzato,  che rendono possibile la vita nei quartieri più interessanti della città a prezzi vantaggiosi. Un’idea, quella di offrire sistemazioni confortevoli, eleganti ma economiche che non è certo appena stata introdotta. Sempre Curbed ha condiviso un video del 1962 di British Pathé, dove venivano esaltate le possibilità delle nuove costruzioni prefabbricate. Il video sponsorizza un piano di costruzioni messo in atto da Winston Curchill all’indomani della Seconda guerra mondiale che prometteva un alloggio per tutti in attesa della ricostruzione con lo slogan «muoviti e muovi la tua casa con te!».

I prefabbricati vengono comunemente associati all’idea di nucleo unifamiliare o bifamiliare, spazi ideali per trascorrere i primi anni della vita adulta, in attesa di figli e stipendi alti. Soluzioni alternative, provvisorie. Questa visione sta cambiando, merito di ambienti che si fanno sempre più confortevoli, ampi e muniti di ogni comfort. Design Milk colleziona 10 esempi di prefab che potremmo comodamente chiamare “casa”, si tratta di modelli iper-futuristici che si alternano con costruzioni in legno. Un’evoluzione seguita anche dalla Blu Homes, leader nel settore delle costruzioni e specializzata in costruzioni prefab, che dopo aver cominciato realizzando case standard, con tre stanze, box auto e tetti obliqui, è passata alla costruzione di vere e proprie regge eco-friendly, come la Breezehouse, in California: uno spazio di 3000 piedi quadrati, lussuoso, soleggiato e interamente personalizzabile.

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Di tutte le magnifiche realizzazioni che si possono trovare in giro, e di cui internet offre un immenso campionario, resta il dubbio dell’effettiva utilità. Queste abitazioni vengono effettivamente utilizzate? E com’è la vita all’interno di un prefabbricato? L’Associazione italiana case in legno ha smitato, solo per il nostro Paese, un aumento dell’utilizzo di abitazioni prefabbricate in legno (che restano le più diffuse) dell’800% nel 2015. La costruzione di prefabbricati tuttavia, segue le normali procedure edilizie, non essendo esente dalla richiesta dei permessi presso i comuni competenti. I prefab, quindi, devono essere sì alla moda, ma compatibili con il contesto urbanistico. Una moda che sembra essere maturata al punto di poter diventare una credibile alternativa di vita. Per poveri, ricchi e maniaci del design.

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