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Per chi se li fosse persi

Una selezione di alcune letture interessanti (secondo noi) sulla stampa italiana e internazionale

Come già la settimana scorsa, ecco i suggerimenti di lettura per il weekend scelti dalla redazione di Studio:

Lista degli epurati della Lega
Michele Brambilla sulla Stampa – lunedì 17 ottobre
«Un Brutto clima. “È tutto nato – dicono i maroniani – quando la signora Manuela ha cominciato a preoccuparsi per suo figlio Renzo dopo le bocciature alla maturità. Ha iniziato a non parlarci più  e a impedirci di parlare con Bossi. Si è convinta che Maroni abbia in testa chissà quali manovre per la successione. Invece, se c’è qualcuno che vuole bene a Bossi e ai suoi figlio, è proprio Maroni”».
Il testo completo qui

Changing Times
Ken Auletta sul New Yorker — lunedì 17 ottobre
«Alle nove di mattina del 6 settembre, Jill Abramson era in metropolitana, diretta in centro dal suo loft di Tribeca. Era il suo primo giorno come direttore del New York Times, nonché la prima volta nei 160 anni di vita del giornale che il nome di una donna sarebbe apparso alla guida della testata. Abramson era “eccitata” perché stava per entrare nella storia e “un po’ nervosa”, poiché che molti in redazione la temevano.»
Il testo completo qui.

Fate parlare gli indignati e capirete la vera ragione per cui sono precari
Pietrangelo Buttafuoco sul Foglio — martedì 18 ottobre
«Non solo fa impressione vedere quanto siano ignoranti, ma non sono neppure antagonisti. Altrimenti la guerra alla finanza internazionale la farebbero con i libri di Massimo Fini se non proprio con i “Cantos” di Ezra Pound o con “Cavalcare la Tigre” di Julius Evola. E vederli, come si vedono, con quel puzzolentissimo libretto di Stéphane Hessel, “Indignatevi”, li condanna definitivamente alla pochezza del gregge, tutto un belare in sottovuoto marketing.»
Il testo completo qui. 

The Question: just how competitive is the Premier League?
Jonathan Wilson sul Guardian — mercoledì 19 ottobre
«Se si vuole avere una vera gamma di campioni, bisogna uscire dall’Europa. Nello scorso decennio nel campionato giapponese ci sono stati sei vincitori diversi. In Argentina, dove con il sistema apertura-clausura ci sono stati 20 campionati negli ultimi dieci anni, i vincitori sono stati 11.»
Il testo completo qui.

The Great Tech War of 2012
Farhad Manjoo su Fast Company — mercoledì 19 ottobre
«Nei prossimi due anni, Amazon, Apple, Facebook e Google si scontreranno sempre più nel mercato degli smarphone, dei tablet, delle app, del social network, e non solo. La competizione sarà intensa. Ognuna di queste aziende ha dimostrato di avere un’eccellenza competitiva, un genialità strategico e una superba capacità d’azione che hanno fatto mangiare la polvere al resto del mondo.»
Il testo completo qui.

The Spread of Start-Up America and the Rise of the High-Tech South
Richard Florida sull’Atlantic Monthly — giovedì 20 ottobre
« La geografia dell’America delle start-up si sta diffondendo, lentamente e gradualmente, ma inesorabilmente. Sta prendendo piede in molti posti, da Portland, nell’Oregon, a Brooklin (New York), e da Boulder (Colorado) a Portland, nel Maine. Anche il Sud è una parte importante del processo. Troppo spesso dipingiamo le regioni in modo sommario e fazioso (nord contro sud, est contro ovest, gli stati del sole contro). Categorie di pensiero un tempo in uso ma che ora non hanno molto senso, ammesso che ne abbiano mai avuto. (…) La nazione delle start-up si sta diffondendo a macchia. E alcuni dei suoi punti più caldi stanno nascendo al Sud.»
Il testo completo qui.

Picturing the Dead
Jon Lee Anderson sul New Yorker – giovedì 20 ottobre
“La morte di Muammar Gheddafi è la seconda in una serie di notizie ‘davanti ai vostri occhi’ che potrebbe essere chiamata Morti di Ex Dittatori”.
Il testo completo qui.

The Death of the Qaddafi Generation
Mohamad Bazzi su Foreign Affairs – venerdì 21 ottobre
«Nel marzo del 2008 Gheddafi ha parlato al vertice della Lega Araba a Damasco. A metà del discorso ha lanciato un avvertimento profetico, attaccando i capi di governo riuniti per l’indifferenza davanti all’esecuzione di Saddam Hussein: “Un governo straniero occupa un Paese arabo, impicca il suo capo e noi ce ne stiamo a guardare”, ha tuonato. “Non capite che presto verrà il vostro turno?” Tutti quanti hanno riso. Oggi nessuno ride più».
Il testo completo qui.

 

 

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