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Nigeria magica

Un bambino si rifugia in un bosco di spiriti per fuggire dalla guerra: la serie fotografica This is What Hatred Did di Cristina De Middel.

Di Valentina De Zanche

Per salvarsi da un attacco al suo villaggio, un bambino si rifugia nel Bosco, un territorio magico dove risiedono gli spiriti Yoruba e dove nessun altro essere vivente può entrare. Siamo in Nigeria, negli anni Sessanta. Il bambino trascorrerà trent’anni in questo posto incantato, diventando un re, un dio, uno schiavo, una mucca, un cavallo e una capra, cercando di trovare una via d’uscita tra i fantasmi, combattendo in due guerre e finendo condannato a morte sei volte. Tutto questo succede in un centinaio di pagine del libro La mia vita nel bosco degli spiriti dell’autore nigeriano Amos Tutuola, reso celebre anche grazie al sostegno del poeta Dylan Thomas che definì i suoi scritti: «Brevi, affollati, macabri e ammalianti» e al disco di Brian Eno e David Byrne, My Life In The Bush Of Ghosts, anch’esso ispirato al racconto.

La serie fotografica This is What Hatred Did (Questo è ciò che ha fatto l’odio), che prende il nome dalla misteriosa ultima frase del libro, è una reinterpretazione fotografica del racconto in chiave contemporanea. Il lavoro della fotografa Cristina De Middel si concentra sull’ambigua relazione tra fotografia e realtà, unendo fotografia documentaristica e concettuale, giocando con ricostruzioni e archetipi e cancellando i confini tra finzione e cronaca, come vediamo in queste foto, dove si racconta la storia della Nigeria attraverso l’assurdità della guerra e il misticismo.

Il progetto è attualmente esposto alla Triennale di fotografia di Francoforte Ray 2015, un’edizione intitolata Imagine Reality, mentre alla fine di settembre si sposterà in una personale alla Contact Gallery di Toronto.

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