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Fashion week, che tocco

Dal cachemire al touchscreen: racconto tattile della II giornata di Milano Moda e punto della situazione social e digital delle maison

Le scelte di moda sono spesso scelte tattili. Pensateci: la morbidezza del cachemire, la leggerezza del raso di seta, la pelle di una borsa.
Sì, la moda è anche una questione di tatto: lo è per gli stilisti le cui riflessioni prendono vita in costruzioni più o meno complesse, alla cui base c’è sempre la scelta di un materiale, con la sua texture e il suo peso, la sua flessibilità e la sua identità. Magari pronta a essere trasformata complici tecniche di lavorazione e lavaggi particolari che ammorbidiscono o compattano.

Se tutto questo si declina in passerella, nel parterre il tatto è sempre più riservato al vetro di smartphone e tablet, macchine fotografiche “intelligenti” che permettono di condividere le immagini scattate durante le sfilate. Non c’è editor, italiano o internazionale, che, mentre on stage  si svela il guardaroba che verrà, non digiti furiosamente sul proprio device.

Il potere delle maison, l’impatto che una collezione esercita ed eserciterà sull’immaginario comune e, quindi, guiderà gli acquisti, si gioca su due dimensioni, ognuna delle quali può essere ricondotta appunto al tatto: da un lato i materiali che costituiscono una delle essenze della collezione, dall’altro la tecnologia che permette di comunicarla al meglio.

È il tocco il fil rouge lungo il quale corre il report della seconda giornata di Milano Moda Donna. Fredda, bagnata da un nevischio che non ha impedito (a qualcuno) sandali e gambe scoperte.

MAX MARA
Cachemire, panno di alpaca, pelliccia di castoro, shearling. Max Mara è rimasto fedele alle proprie origini proponendo variazioni sul tema capospalla. E lo ha fatto in modo ragionato, corposo, tra forme over e spalle ben strutturate, toni avvolgenti, righe e scarpe stringate. Anche sul piano hi tech Max Mara è competitivo e “pratico”: sul sito ufficiale è possibile creare una sezione personale My Max Mara, modellata sui propri interessi e sulle proprie esigenze.

FENDI
Morbidezza. La pelliccia: finemente costruita, lavorata artigianalmente con grande maestria, riletta nei colori pop dall’eclettico kaiser della moda internazionale, Karl Lagerfeld, direttore creativo del womenswear. E, ancora, abbinata alla pelle o al panno di lana. È comunque lei, la pelliccia appunto, la vera protagonista della collezione ai 2013/14 di Fendi. La maison romana vanta un canale Youtube e una pagina Facebook e, sul sito, sono disponibili in esclusiva alcuni contenut pre-sfilata, che è stata trasmessa in diretta streaming.

BLUGIRL
Leggerezza: è inverno ma la ragazza Blugirl, che Anna Molinari e il suo team individuano nella it girl britannica Alexa Chung, non si appesantisce affatto. Indossa cardigan e maglie lunghe, pellicce animalier corte e gonne a pieghe di taffetà; sfoggia abiti di pizzo o chiffon dal gusto bon ton. È leggera e morbida al tocco anche la seta con cui la Molinari fa confezionare giacchine ispirate alla Cina. L’approccio tech del marchio è egualmente giovane: lo dimostra lo streaming online della sfilata, trasmessa su alcuni tra gli it-blog.

LES COPAINS
Contrasti. Il cuore dell’heritage Les Copains, che oggi è disegnato da Alessandro Dell’Acqua, è sempre stata la maglieria. Lo stilista la rilegge con ricercatezza intrecciando fili di mohair e paillettes, abbinando la morbidezza alla pelle liscia che si fa gonna a matita. Il feltro è doppiato col satin. Ben diverso è il touch tecnologico: meno sofisticato. L’ interazione con chi segue la fashion week via web è poca, sul sito si possono vedere al massimo i video di campagna ss 2013. Lo stilista, invece, è molto attivo su twitter con il suo account @AleDellAcqua

JUST CAVALLI
Dinamismo. Abitini leggeri, in seta, si affiancano a capispalla in montone con morbidi cappucci bordati di pelliccia. Gli stivali sono in cavallino, le borse in un patchwork di pelle e pelliccia. Le sciarpe in lana a maglia grossa. Just Cavalli è dinamico: del resto, si tratta di un brand giovane. E altrettanto dinamico è l’account twitter @Roberto_Cavalli che furiosamente invia feed prima, dopo e durante la sfilata. Trasmessa ovviamente in diretta streaming.

ANTONIO MARRAS
D’Antan. La sfilata di Marras si corona di un allestimento evocativo che si snoda attraverso le stanze di Palazzo Clerici allestite come fossero una casa d’altri tempi, tra poltrone di pelle, merletti ingialliti e cuscini al punto croce. In passerella è il trionfo di un patchwork sofisticato, illuminato da colori intensi come il giallo e il rosso e da stampe floreali. I materiali sono corposi, anche al tatto: tweed ruvido, Galles, vecchie coperte militari riadattate, pizzo macramé incrostato. Antonio Marras ha sia una pagina Facebook ufficiale sia un account Twitter attraverso cui interagisce prontamente con i suoi fan postando foto dal backstage, ritwittando i commenti: non precorre i tempi, ma nemmeno mantiene l’allure vintage del suo defilé.

PRADA
Imperfezione quasi perfetta. Miuccia Prada racconta una donna contemporanea e retrò al contempo, che veste anni 50 con la vita segnata da cinture e porta le scarpe col carrarmato, anche col tacco. I materiali comunicano un ‘imperfezione quasi perfetta che fa convivere texture diversissime in uno stesso outfit: pelle e pelliccia – che borda le maniche imponenti – ma anche tweed e seta ricamata con minuscoli cristalli. La sfilata in streaming di Prada è un evento per qualunque appassionato di moda, ai quattro angoli del mondo. Twitter, però, è stato appena aperto e, per ora, conta 4 cinguettii e 538 follower.

 

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