Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Studio!

Attualità Cultura Stili di Vita

Seguici anche su

+60k
+16k
+2k
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Provaci ancora Wesley

Riuscirà Sylvester Stallone a risollevarne la carriera? Un paio di cose su Wesley Snipes e il suo ultimo, bruttissimo film: Gallowwalkers.

Qualche giorno fa, tra le pagine dei quotidiani resi pigri e privi di notizie rilevanti dal caldo estivo, abbiamo letto del litigio tra due nostri amici d’infanzia: Sylvester Stallone e Bruce Willis. Tentiamo di spiegare il tutto con calma. Sylvester, reso sempre più duro dall’età e incapace di lasciare il mondo del Cinema, qualche anno fa ha dato il via all’operazione The Expendables. Di cosa si tratta? In sostanza di una serie di pellicole che mettono insieme tutti i protagonisti dei film d’azione degli anni Ottanta. Al suo fianco ci sono infatti vecchie glorie come Dolph Lundgren, Jet Li, Mickey Rourke, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Chuck Norris e il grande Jean Claude Van Damme. Insieme a questi vecchi pilastri, fanno la loro parte i nuovi volti del genere, come Jason Statham (quello a cui Sylvester porge il testimone), Scott Adkins, Terry Crew o lottatori professionisti del Wrestling prestati l cinema come Randy Couture o Steve Austin. Insomma, sempre per rimanere in ambito World Wrestling Entertainment, una vera e propria Royal Rumble di action hero per la prima volta tutti insieme nella stessa pellicola.

Certo, si può pensare quello che si vuole di questi film, ma la soddisfazione di vedere nella stessa sequenza Willis, Schwarzenegger e Norris falcidiare inutili nemici a colpi di mitragliatrici sempre più grosse, non può non soddisfare quella larga fetta di pubblico cresciuta proprio con quei film. Per ora sono usciti due film, I Mercenari – The Expendables diretto proprio da Stallone nel 2010 e I Mercenari 2- The Expendables diretto da Simon West nel 2012. Mentre scriviamo fervono i preparativi per il terzo film che vedrà il buio delle sale cinematografiche il 28 agosto del 2014.

Ed è qui che si consuma il dramma: Stallone ha fatto sapere via twitter (mezzo che usa in abbondanza e che forse qualcuno dovrebbe togliergli) che ha licenziato Bruce Willis e al suo posto ha assunto un altro grande del cinema: Harrison Ford. A quanto pare, Willis avrebbe chiesto troppi soldi per questo terzo film e non avrebbe dimostrato un grande impegno sul set. Stallone non ha evidentemente gradito e ha quindi scritto: “(Willis è) pigro e avido. Una formula sicura per il tuo fallimento! Willis fuori, Harrison Ford dentro. Grande notizia”. E ok, per The Expendables 3, dovremo fare a meno di Bruce ma, oltre a Harrison Ford, ci saranno molti altri nuovi innesti. Stando a quanto si sa fino ad ora in questa terza avventura, oltre a quelli già citati, ci saranno anche Mel Gibson, Jackie Chan, Steven Seagal, Antonio Banderas, Milla Jovovich e – rullo di tamburi – Wesley Snipes.

Il nome di Wesley Snipes oggi dice poco ma un tempo era uno dei volti più rappresentativi del cinema statunitense.

Forse sono solo io a trovare eclatante questa notizia, ma molto probabilmente è perché ho un debole per gli Unforgiven, per quelli che un tempo toccavano le stelle con un dito e che poi, da un momento all’altro, si sono trovati a pulire le stalle. Il nome di Wesley Snipes oggi dice poco ma un tempo era uno dei volti più rappresentativi del cinema statunitense. King of New York, New Jack City, Chi Non Salta Bianco è, Passanger 57 – Terrore ad Alta Quota, Sol Levante, Demolition Man (proprio al fianco di Stallone), Omicidio Nel Vuoto, Money Train, The Fan – Il Mito, la trilogia di Blade sono solo alcuni dei titoli che lo hanno imposto al grande pubblico.

Bello, bravo, artista marziale ineccepibile, Wesley Snipes ha vissuto quasi un ventennio da eroe Hollywoodiano senza macchia e senza paura, poi anche per lui è cominciato il declino. Il fisico non era più quello di un tempo, il cinema era diventato un’altra cosa, di attori più giovani e più in forma è sempre pieno il mondo e il telefono comincia a non suonare più. I ruoli si fanno via via sempre meno e la stella di Wesley comincia a spegnersi. Niente di male, ci mancherebbe altro, ma un po’ dispiace sempre quando si vede la carriera di un nostro vecchio eroe farsi sempre più triste.

Certo, ogni tanto qualche buon film il nostro lo porta ancora a casa, come l’inaspettato Undisputed, diretto nel 2002 da quella vecchia volpe di Walter Hill, ma il resto della sua filmografia è composta da titoli che potete tranquillamente trovare nei cestoni dei grandi magazzini a 4,99 in DVD. Cinema per nessuno, buono giusto per il mercato home video. Poi, dal nulla, arriva un’ultima possibilità.

Nel 2005 arriva a Hollywood un giovare regista a cui, anche se fino ad ora ha diretto solo dei brutti film d’azione, qualcuno vuole dare una possibilità. Il suo nome è Andrew Goth e ha in mente di girare il SUO film, quello che coccola da una vita. Il titolo è The Wretched e si tratta di uno strano ibrido tra un western e un horror. Una storia di vendetta con un protagonista costretto a vagare per il deserto alla caccia dei demoni che gli hanno ucciso la fidanzata. Vengono stanziati dei fondi, si mette mano più volte alla sceneggiatura, si prepara il set in New Mexico e si contatta un signor cast. Il protagonista dovrebbe essere Chow Yun-Fat, il volto più riconoscibile di quello che allora era la passione di tutti a Hollywood, il cinema di Hong Kong. Al suo fianco dovevano esserci due attrici del calibro di Paz Vega e Catalina Sandino Moreno.

Mi immagino un non meglio identificato produttore che si rende tragicamente conto che quando gliel’hanno raccontato forse era un po’ brillo.

Poi succede qualcosa di inaspettato: qualcuno si accorge che The Wretched potrebbe essere un po’ un filmaccio. Mi immagino un non meglio identificato produttore che si rende tragicamente conto che quando gliel’hanno raccontato forse era un po’ brillo e forse l’entusiasmo che ha dimostrato era eccessivo. E allora The Wretched subisce uno stop. I soldi diventano meno, il New Mexico diventa il deserto della Namibia e anche il cast subisce qualche modifica. Al posto della Vega e della Sandino Moreno vengono prese tali Tanit Phoenix e Alyssa Pridham. Ma soprattuto al posto di Chow Yun-Fat viene assunto Wesley Snipes. E Wesley, anche se il film ha già preso una piega non proprio felice, è contento perché comunque si tratta di una pellicola che a quanto pare potrebbe essere destinata a lasciare il segno. E allora si fa delle lunghe treccine si mette un cappellaccio da cowboy e va in Namibia a girare The Wretched, che nel frattempo ha cambiato anche titolo ed ora è diventato Gallowwalkers.

Ma mentre Wesley è in Namibia succedono due cose importanti. La prima: si rende conto che Andrew Goth è un po’ un cialtrone di regista. La storia che da sempre sogna di trasformare in film fa acqua da tutte le parti e tecnicamente non è in grado di portare a casa una sequenza una, senza inanellare una serie di errori madornali. Goth, in fondo come Stallone, ha negli occhi quel vecchio cinema con cui è cresciuto, come i western di Leone, la saga di Mad Max di George Miller o The Goonies, ma è sfortunatamente negato. La seconda: mentre è sul set dall’altra parte del mondo, viene raggiunto da un mandato d’arresto per evasione fiscale. Non ci sono tante alternative: Wesley è costretto a tornare negli Staes, viene processato, dichiarato colpevole e deve pagare una cauzione di cento mila dollari per poter tornare a girare Gallowwalkers.

Come tutti gli ex divi, Wesley sul set ha fama di essere una testa calda, uno che crea problemi, uno difficile da gestire. Immaginatelo dunque alle prese con un film che via via diventa sempre più brutto e con un condanna che prima o poi dovrà scontare. Wesley Snipes si applica poco e raggiunge il risultato con il minor sforzo possibile. Ad Orlando si sottopone ad altri estenuanti processi e alla fine deve scontare tre anni di prigione. A questo punto la domanda è: ma Gallowwalkers è uscito alla fine del 2006? No, e sapete perché? Perché una volta tornato a casa il regista s’è reso conto che con il materiale girato non sarebbe stato in grado di montare decentemente il suo film. Ha dovuto aspettare ben due anni per poi tornare in Namibia a girare quello che non era stato in grado di fare la prima volta.

Gallowwalkers esce nell’estate del 2013, ben sette anni dopo rispetto a quanto inizialmente previsto. Ed è ovviamente brutto come poche altre cose al mondo. Non ci si capisce quasi nulla, ha delle sequenze montate con i piedi, un ritmo letargico ed effetti speciali in CG assolutamente fuori standard rispetto ad altri film del genere. Guardandolo si capisce che poteva a essere qualcosa di notevole, che le intenzioni erano quelle giuste, ma le cose non sono andate come dovevano.

Rimane solo la soddisfazione di vedere il nostro vecchio amico Wesley che “recita” senza alcun impegno o voglia. Poi, ogni tanto, ci si accorge di quei rari lampi in cui, solo inarcando un sopracciglio, l’attore riesce a mangiarsi tutto il film. Guadare Gallowwalkers oggi è un’operazione che mette tristezza: vuol dire assistere alla distruzione finale di una carriera che un tempo poteva essere raggiante. A questo punto il destino di Wesley Snipes è nelle mani del vecchio Sly. Riuscirà a dire la sua in The Expendables 3? Io, personalmente, me lo auguro.

54da1fe3c06675ff4ccfe97c_undici-logo-white.jpg