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Per chi se li fosse persi

Selezione di articoli letti in settimana, dall’Italia e dal mondo, da recuperare nel weekend

Come ogni sabato vi proponiamo gli articoli più belli e interessanti pubblicati dalla stampa italiana e straniera nel corso della settimana (con un ripescaggio dal Nyt della settimana precedente), scelti con cura per voi dalla redazione di Studio. Buona lettura.

Where are the liberals?
David Brooks sul New York Times – lunedì 9 gennaio
Un estratto: «Ci stiamo ancora riprendendo da una crisi economica creata in larga misura dagli eccessi di Wall Street. Dovrebbe essere l’età dell’oro dei liberali, e invece la percentuale di americani che si definisce liberal è stagnante o in declino. (…) Gli americani possono essere d’accordo con la diagnosi liberale, ma non si fidano degli strumenti che i Democratici utilizzano per risolvere i problemi. Non si fidano del governo federale.».
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Time for a Royalty System for Aggregators
Peter Osnos su The Atlantic.com – martedì 17 gennaio
Una joint venture di colossi media (Associated Press, The New York Times Co., The Washington Post Co., Hearst Newspapers tra gli altri) ha creato NewsRight una società che punta a imporre agli aggregatori di notizie un “rimborso” alle fonti giornalistiche su cui basano il proprio lavoro..
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Soccer’s Heavy Boredom
Brian Phillips su Grantland.com - martedì 17 gennaio
Il calcio è un gioco soporifero? Sì, a volte lo è, eppure lo si ama comunque. Il lato “noioso” del calcio difeso con strenue passione da un giornalista americano meglio di quanto potrebbe fare qualsiasi europeo. Un estratto: «Nello sport, il caos puro porta alla noia. Il calcio offre ai suoi giocatori più caos di qualunque altro sport. Quindi c’è un qualcosa dii unicamente emozionante nei momenti in cui questi cercano di imporvi il proprio ordirne.».
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How China’s Boom Caused the Financial Crisis
Heleen Mees su Foreign Policy.com – martedì 17 gennaio
Il titolo dice già tutto: come la Cina ha causato la crisi finanziaria, e perché è importante saperlo – e rendersene conto.
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Julian Assange: The Rolling Stone Interview
Michael Hastings su Rolling Stone – gennaio 2012
Profilo-intervista di Kalle Lasn, direttore della rivista AdBusters, che ha inventato Occupy Wall Street, il fenomeno che sembra destinato a condizionare la politica americana per i prossimi mesi. Argomenti trattati: somiglianza e differenze di OWS con i Tea Party, l’idea di creare un partito, qualche offesa a Obama e qualche comunista negli Stati Uniti.
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Schettino, l’umiliazione di “quell’uomo” e il marciume del moralismo
Pier Paolo Bellini sul Foglio – mercoledì 18 gennaio
Un estratto: «E lapidare “quell’uomo” è sempre un modo astuto e umiliante di evitare la porta stretta. Quanto bisogno abbiamo di incontrare uomini vedendo i quali diventi desiderabile dare la vita per l’altro, per l’uomo marcio che comanda e per il bambino innocente che muore a causa sua!».
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Occupy Scandinavia’s Long Winter
Lauren Kirchner su The Awl – mercoledì 18 gennaio
Il movimento di proteste partito da Zuccotti Park arriva nel gelido nord Europa, patria della socialdemocrazia. Oslo, Helsinki, Copenaghen: scene simili a quelle statunitensi (accampamenti, cartelli, tende) in Paesi dove tutto sembra diverso. E allora perché manifestare: “Per solidarietà, solidarietà, solidarietà”. Il reportage di una giornalista newyochese.
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Marx ed Engels restino a Berlino, quella statua non oltraggia nessuno
Pierluigi Battista sul Corriere della Sera – venerdì 20 gennaio
Un estratto: «Come se lo sradicamento di un monumento potesse fare tabula rasa del
passato, come se uno schiaffo postumo a una dittatura potesse
risarcire le sofferenze patite nel passato.»
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The Chinese View of Sopa
Evan Osnos su NewYorker.com – giovedì 19 gennaio
È stata la settimana della protesta contro Sopa e Pipa, le due proteste di legge statunitensi accusate di voler demolire i capisaldi del web come lo conosciamo. E i cinesi come hanno vissuto tutto questo, loro che da anni sbattono contro la Grande muraglia digitale di regime? Con solidarietà, preoccupazione e parecchia ironia (“Ehi, gli imperialisti americani ci vogliono copiare!”).
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Codice De Falco
Annalena Benini sul Foglio – giovedì 19 gennaio
Un estratto: «E’ il bisogno (spesso fantozziano) di rivalsa, il motivo che ci fa adorare il capitano De Falco perché avremmo voluto dire noi, allo sciagurato Schettino, “Vada a bordo cazzo!”.  Non tanto (anche se ci raccontiamo che è così, e ci immaginiamo in divisa in mezzo alla bufera, severi, efficienti, energici) per tensione verso l’eroismo, il decisionismo, il rigore, ma per bisogno di sfogo e di tifo, di liberazione dal nodo in gola.»
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Dopo la protesta anti-Sopa, ecco la chiusura di Megaupload, sito-icona del file-sharing, a cui è seguita la vendetta di Anonymous. Per saperne di più, ecco le motivazioni della chiusura del mega-sito [pdf], e un articolo, sotto, in cui si spiega la vicenda.

Why the Feds Smashed Megaupload
Nate Anderson su Ars Technica – venerdì 20 gennaio
Perché l’FBI ha chiuso Megaupload-Megavideo.
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