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Per chi se li fosse persi

Detroit e la sua scena musicale, la guerra diplomatica tra Facebook e la Norvegia, una gallery su Haiti: la rassegna del fine settimana di Studio.

È stata la settimana della presentazione del nuovo iPhone 7. e quella di una bella inchiesta del Post sui luoghi in cui accogliamo i migranti. Fra le altre letture interessanti ci sono un longform del Guardian sulla crisi della sinistra in Occidente, un elogio della camminata nel cinema e un pezzo sulla scena musicale di Detroit. E ancora: le complicazioni del modello “see-now, buy-now” nel mondo della moda, la guerra tra Facebook e le autorità norvegesi e un racconto dello shopping pre-scuola firmato dallo scrittore Sayed Kashua. Buona lettura.

 

Attualità, politica, esteri

I posti dove ospitiamo i migrantiIl Post
Gianni Barlassina e Giulia Siviero sono andati a vedere, uno per uno, i posti in cui vengono ospitati i migranti in Italia, per accostare la vulgata che li vorrebbe in “alberghi di lusso” alla nuda realtà delle cose.

Does the left have a future? – The Guardian
Tra globalizzazione e populismi, la sinistra ha un futuro? Una lunga analisi del Guardian sulla crisi dei partiti di sinistra in Occidente.

A Promised Land in the U.S.S.R. – New Republic
La storia di Birobidzhan, il progetto di Stalin di creare una sorta di “Israele comunista” nell’estremo oriente della Russia degli anni Trenta, naufragato dopo la guerra.

How One of the Deadliest Hajj Accidents Unfolded – The New York Times
Il racconto interattivo del giorno in cui alla Mecca morirono schiacciate dalla folla più di 700 persone, visto da Rashid Siddiqi, un americano musulmano che vi andò in pellegrinaggio proprio durante quel sanguinoso 24 settembre 2015.

 

Media, giornali, tech

Come la Silicon Valley sta uccidendo il libero mercatoPagina99
I colossi del web controllano quote totalitarie dei settori in cui operano. Hanno la proprietà esclusiva dei nostri dati, con cui guadagnano. E adesso rivendicano la propria supermazia su Internet, teorizzando la necessità di “monopoli naturali”, gli unici in grado di “guidare il progresso”. Enrico Pedemonte su Pagina99 di questa settimana, si chiede se in fondo l’Europa, cercando di fermarli, non tuteli il libero mercato dai monopoli.

Facebook deletes Norwegian PM’s post as ‘napalm girl’ row escalates − The Guardian
Il principale quotidiano della Norvegia, Aftenposten, ha pubblicato una lettera aperta a Mark Zuckerberg, dopo che Facebook aveva censurato un celebre autore del Paese, Tom Egeland, reo di aver postato sul social network il celebre scatto della “bambina del napalm”, simbolo della guerra in Vietnam. Ora la premier norvegese Erna Solberg è stata a sua volta censurata per essere intervenuta in difesa di Egeland e Aftenposten, che aveva chiesto a Zuckerberg di assumersi la responsabilità del ruolo di «editor più potente del mondo».

The Birth of Conservative Media as We Know It − New Republic
La storia della nascita dei media conservatori in America, avvenuta di fatto in un piccolo appartamento di Washington.

Apple is eliminating the headphone jack on the new iPhone. What does that mean for reporters?Nieman Lab
Una delle novità dell’iPhone 7 è che non ospiterà il jack per per le cuffie: Nieman Lab cerca di capire se questa scelta avrà delle conseguenza sui reporter che utilizzano lo smartphone targato Apple per lavorare.

 

Cultura

Stati particolari − Il Foglio
Il momento della storia in cui concetti come “identità” e “tradizione”, precedentemente associati alla destra, hanno iniziato a essere di sinistra, con una precisa funzione anticoloniale.

The Literary Fiction of Investor Letters − The New Yorker
È uscito negli Usa Dear Chairman: Boardroom Battles and the Rise of Shareholder Activism, un libro sulla corrispondenza tra azionisti e manager delle grandi aziende. Lo scrittore inglese John Lanchester prova ad analizzare questo genere letterario.

Back to School, in a New CountryThe New York Times
Sayed Kashua, scrittore arabo-israeliano che vive e insegna a Chicago, racconta lo shopping pre-scolastico con i suoi tre figli: una storia che parla di immigrazione, consonanti mute e zainetti North Face.

 

Tv, cinema, pop 

Why Doesn’t Keeping Up With the Kardashians Show the Nannies? − New York 
Laura June si è chiesta perché non si vedono mai le tate in Keeping Up with the Kardashians: possibile che in un reality dove tutto, sebbene in maniera costruita, viene messo a nudo siano proprio le nannies a essere nascoste? La giornalista del New York crede che la cosa abbia a che fare con la nostra concezione di donna in carriera.

Cinema’s Walking Cure – The New Yorker
L’importanza della camminata nel cinema, e come si è evoluta negli anni, in un’analisi di Richard Brody, critico di punta del New Yorker.

The home of techno – 1843
Una città in declino con un’incredibile scena musicale che ha segnato per sempre il mondo della musica elettronica: la storia del rapporto tra Detroit e la techno.

 

Moda, viaggi, cibo, stili di vita

The complications of “see-now-buy-now” – Glossy
Le complicazioni del modello “see-now, buy-now”, che molti marchi di moda, da Burberry a Rebecca Minkoff, stanno sperimentando sempre di più.

Riding the Rails to the Summer of Love − The New York Times
Una giornalista ripercorre le tappe di un viaggio della sua infanzia, quando la sua famiglia si trasferì da Chicago a San Francisco per seguire l’eco della rivoluzione controculturale.

The secret life of a truck driver: at the sharp end of what the EU means, I want outThe Guardian
Un camionista si racconta in una lettera al Guardian: com’è la vita di un autotrasportatore, com’è guidare dalla Norvegia al Portogallo senza mai fermarsi, ma soprattutto, cosa sta succedendo all’Europa e ai suoi confini. Un punto di vista inedito e, in un certo senso, privilegiato.

 

Il video della settimana

Il lavoro dell’astronauta è caratterizzato anche da periodi di inattività mentre si è in orbita: questo video d’archivio della Nasa mostra come passa il tempo chi va nello spazio.

 

La gallery della settimana

Il fotografo ungherese Bence Bakonyi è andato ad Haiti per raccontare per immagini la vita sull’isola, a distanza di cinque anni dal terremoto che la mise in ginocchio.

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In testata: la zona sud della città di Detroit (Spencer Platt/Getty Images).
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