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Sembra un porno ma non è

Parliamo di Nymphomaniac di Lars Von Trier, un film fatto in modo che la suora-cantante di The Voice che alberga dentro di voi possa gridare allo scandalo facendovi sentire pericolosi.

Qualche settimana fa tutti sembravano essere impazziti per un video in cui dei modellini con i jeans molto stretti si incontravano per la prima volta in vita loro e si scambiavano un bacio. Il tutto in bianco e nero, con un montaggio furbissimo e una musichetta tra il sognante e l’emotivo. Era evidentemente una pubblicità, come poi in molti scoprirono il giorno dopo, ma nonostante questo c’era nell’aria un’eccitazione senza precedenti. Wow, gente che si bacia. Tra i vari commenti letti in quei giorni in rete, uno mi ha fatto piuttosto ridere: «Ma se mai vi capitasse di finire su Youporn?». Effettivamente la questione faceva riflettere. Forse coloro che si emozionavano come degli scolaretti a vedere dei belloni baciarsi con (finta) passione in un video in bianco e nero, non limonano abbastanza. È una possibilità. Oppure sono degli spettatori facilmente impressionabili.

Da quanto tempo conosciamo Lars Von Trier? Da tanto, tantissimo tempo. Ed è più o meno da quando lo conosciamo che non perde occasione per provocarci, prenderci in giro, spararla grossa. Inutile mettersi qui a fare la lista dei suoi gesti più folli, tanto più o meno li conoscete tutti. Si parte dal Von aggiunto tra nome e cognome, alla maglietta con la scritta “Persona Non Grata” indossata a Berlino. Ok, ma soffermiamoci su un solo aspetto della questione: “Lars Von Trier ha fatto un film porno”.

Forse sono una brutta persona io, ma vedere la clip dei modelli che si baciavano in bianco e nero non mi ha fatto né caldo né freddo. Ho 36 anni, sono maschio, ho una connessione internet e (quindi) m’è capitato di vedere nella mia vita dei film pornografici. Una volta sono andato addirittura alla Cineteca di Bologna a vederne uno. Anzi, se non ricordo male era un double feature: prima Gola Profonda e subito dopo The Jade Pussycat, lo spoof pornografico de Il Falcone Maltese con John Holmes come protagonista. Era per un esame all’Università, che credete? So chi è Sasha Grey, quell’altra ragazza dai capelli neri che fa la modella per le pubblicità di American Apparel. Questo non perché sono un maniaco sessuale, ma perché vivo sul Pianeta Terra nell’anno 2014, in un contesto in cui per gran parte del mondo dei media il porno è stato non solo sdoganato, ma inserito in un contesto culturale molto più ampio. Per questo mi risulta strano leggere la frase “Lars Von Trier ha fatto un film porno”.

Nel 1998 è proprio Lars Von Trier a portare al cinema un’altra penetrazione in primo piano con uno dei suoi film più discussi, Idioti. Anche in questo caso non si tratta di un film porno, ma di un discorso sulla diversità con una scena di sesso esplicito

Lars Von Trier ha in mente di fare un film “pornografico” da tanto tempo. Forse addirittura cominciò a parlarne subito dopo l’exploit de Le Onde del Destino, cioè nel lontano 1996. Scusate, ho messo la parola pornografico tra virgolette qui sopra per chiarirci su una questione. Di cosa parliamo quando parliamo di “pornografico”? Parliamo di pellicole in cui i rapporti sessuali tra i protagonisti sono parte integrante della narrazione e, soprattutto, vengono ripresi con dovizia di particolari, senza lasciare nulla al fuori campo ma anzi andando proprio ad insistere su quei dettagli. I sessi degli attori e tutte le loro azioni vengono mostrate in primo piano (raramente, ed è un discorso che si dovrebbe affrontare, in profondità di campo) con lo scopo di eccitare lo spettatore. Nel 1997 un regista come Bruno Dumont uscì al cinema con il film L’Età Inquieta, in cui si vedeva in primo piano il pene di un ragazzo entrare nella vagina di una ragazza. L’Età Inquieta non è un film pornografico, ma un film sul disagio della vita di provincia, con una sequenza di sesso. Nel 1998 è proprio Lars Von Trier a portare al cinema un’altra penetrazione in primo piano con uno dei suoi film più discussi, Idioti. Anche in questo caso non si tratta di un film porno, ma di un discorso sulla diversità e sulla sua accettazione con una scena di sesso esplicito. Mia nonna, il Moige e la suorina che vi ha commosso a The Voice invece, insistevano: si tratta di film pornografici, ovvero il Male che poi li vedi e diventi cieco.

Mi viene in mente una visione di tanti anni fa, Last Days di Gus Van Sant. Vado in sala il primo giorno di programmazione, al primo spettacolo pomeridiano. Sono in compagnia del mio amico Francesco. Oltre a lui ci sono solo due ragazze adolescenti con la maglietta dei Nirvana. All’uscita del cinema le due ragazze erano piuttosto distrutte, provate nel fisico, nella mente e nella loro passione per il bello e dannatissimo Kurt. Si aspettavano una cosa e si sono trovate di fronte ad altro. È facile immaginare scene del genere per Nymphomaniac. Si va al cinema aspettandosi – anzi, da come viene poi presentato il tutto verrebbe da dire: “aspettandosi con una certa preoccupazione” – di vedere un film porno, ma si assiste a qualcosa di profondamente diverso. Per sgomberare il campo dai dubbi, rispondo subito alle domande che mi pone la suorina che vi ha commosso a The Voice: si vedono due brevissimi momenti di fellatio, si intravede un cunnilingus, c’è un dettaglio del pene di Shia LaBeouf mentre fa l’amore con Stacy Martin, si vedono dei peni in fotografia e in “live action” e infine c’è una ripresa piuttosto anatomica del sedere di Charlotte Gainsbourg (quella per cui si dice sia stata usata una controfigura). Tutto qui? Sì, tutto qui. I rapporti sessuali sono poi mostrati più o meno allo stesso modo in cui vengono mostrati in tutti i film che abbiamo visto nella nostra vita. Aggiungiamoci che la stragrande maggioranza delle sequenze in oggetto sono girate e vengono presentate in modo tale da non risultare particolarmente eccitanti o maliziose. Anzi. Perché allora si parla di un film pornografico? Perché Lars Von Trier ha piacere che si parli di Nymphomaniac come di un film pornografico. Perché? Perché semplicemente ci tiene e farvi pensare che i suoi film siano pazzi e pericolosi. In modo che la suorina di The Voice che alberga dentro di voi possa gridare allo scandalo o parlare di senso della morale o senso di colpa.

Nymphomaniac è un film di Lars Von Trier: è estremamente pretenzioso, verboso, prolisso e anche un poco furbo. E sai che novità. Ma ha anche una grandissima sceneggiatura capace di gestire un numero impressionante di personaggi

Dopo tanti anni di attesa arriva il film pornografico di Lars Von Trier, Nymphomaniac. Viene presentato con dei bellissimi character poster che rappresentano i protagonisti del film colti nel momento del loro massimo piacere sessuale. Il trailer del film viene rimosso da YouTube e spostato sul più libero Vimeo. Articoli, anticipazioni, gossip parlano sempre e solo di un film pornografico con una scena a tre interracial con Charlotte Gainsbourg. Dopo la presentazione a Berlino, l’inviato di Rai News 24 riesce a mandare più o meno alle tre del pomeriggio delle immagini del film in questione dove si vede distintamente una fellatio. Si parla di due versioni: una di cinque ore particolarmente esplicita e una invece di quattro ore, monca di alcune sequenze di sesso. Sarà proprio quella più breve, a sua volta divisa in due parti di due ore circa ciascuna, ad uscire nelle nostre sale a partire dal 3 aprile. La versione più lunga la potremo vedere invece, presumibilmente, con l’uscita del film per il mercato home video. Ma provate a indovinare: Nymphomaniac non è un film pornografico.Ci sono alcuni siti che attirano il proprio pubblico a leggere l’articolo “10 cose che il tuo ragazzo vorrà fare quest’estate in vacanza mentre dice selfie” con una foto di una modella bionda e maggiorata mezza nuda mentre si passa un cubetto di ghiaccio sulle labbra tumide. Lars Von Trier fa credere a tutti (quelli disposti a crederci) di aver girato un film pornografico per poi parlare di dipendenza, della vergogna, della natura umana, di religione, di arte, di musica e di pittura in un film di quattro ore. Decidete voi chi ha la coscienza più sporca. Nymphomaniac è un film di Lars Von Trier: è estremamente pretenzioso, verboso, prolisso e anche un poco furbo. E sai che novità. Ma ha anche una grandissima sceneggiatura capace di gestire complessi discorsi sulle foglie di frassino e sulla filosofia della Chiesa Ortodossa mentre presenta un numero impressionante di personaggi. Oltre ai già citati, ha un cast straordinario: il solito Stellan Skarsgård, Connie Nielsen, Christain Slater, Willem Dafoe, Uma Thurman, Jamie Bell e molti altri. Un lavoro interessante, coraggioso e intellettualmente stimolante che riporta il regista danese al periodo dei già citati Idioti o a quello di Dogville. Incredibilmente, se tra qualche mese cercherete su Youporn “Nymphomaniac” dubito vi uscirà qualche sequenza di questo film.

 

Immagine: una scena di Nymphomaniac

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