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La scoperta dell’Albania

Che cos'è Agon Channel, il nuovo network Tv che trasmetterà dall'Albania per l'Italia, con nomi come Sabrina Ferilli, Pupo, Antonio Caprarica? È il ribaltamento geopolitico dell'intrattenimento berlusconiano, è la nostra Tv fatta di nani e ballerine anni '80 trasportata a Tirana.

Il Pippero non è più solo una categoria del pensiero. Sdreveide! Mismese gatchetene boghers chetegossuve! Eccoci, siamo ancora qua. Era il 1992, ed Elio e le storie tese, più profetici di Nanni Moretti, avevano già previsto tutto. Avevano visto paesi del Mediterraneo compattarsi con quelli dei Balcani sull’onda (letteralmente) dell’intrattenimento. Un ballo sincero. Più umano, più vero. Avevano visto i gommoni fare dietrofront e tornare in patria, carichi però della gente che aveva fatto troppe promesse, e ora non poteva più mantenerle. C’era un verso più profetico di tutti: «Vista la situazione internazionale, noi abbiamo dovuto promettergli Ramaya». In cambio oggi non c’è la Bulgaria, protagonista della canzone originale, né i ritornelli da oratorio. C’è La grande bellezza, nel senso sorrentiniano (ormai ne esiste un altro?) dell’espressione: Sabrina Ferilli è uno dei cavalli di punta della squadra di italiani in Albania, nuovo posto in cui piazzare telecamere e lustrini.

Parte ufficialmente oggi, 1 dicembre, il nuovo palinsesto di Agon Channel, il network che da Tirana trasmette (anche) in Italia, canale 33 del digitale terrestre. L’avete letto un po’ ovunque: c’è Pupo a capo di quiz e varietà, Antonio Caprarica editor in chief al tiggì, e appunto la grande bellezza Ferilli in inedita versione talk show confidenziale.

Il punto non è questo. È il ribaltamento geopolitico dell’intrattenimento berlusconiano. È una dichiarazione di orientamento mediatico, da cui non usciamo nemmeno ad Anni Dieci inoltrati. Agon Channel parla di noi più della programmazione nazionale, di tutti i possibili Tale e quale show.

Il percorso in realtà non è nuovo. Ci aveva provato due anni fa l’editore Guido Veneziani con la sua Vero Tv: vecchie glorie Fininvest (Marco Columbro, Corrado Tedeschi, Maria Teresa Ruta) al servizio di un grande contenitore per casalinghe. Puntava però al factual che va tanto di moda oggi, e per quella gente (c’era anche Marisa Laurito) era una diavoleria troppo moderna. Non solo per questo la rete è crollata pochi mesi dopo, ma certo mancava la visione. Il Biscione come manifesto.

Agon Channel è scopertamente il nuovo regno di nani e ballerine, seppur travestito da CNN: lo studio da cui mandano il telegiornale riproduce Times Square, e così s’intitola il programma di approfondimento delle notizie della settimana. Il piglio è decisamente anni ’80. Per dirne una: alla festa di lancio del canale (ci tornerò più tardi) i baristi servivano spritz fatti con lo champagne, tanto per fare gli sboroni. Nel promo che racconta la nuova programmazione della rete c’è gente che ride e, naturalmente, stappa bottiglie di bollicine. Cin cin cin cin, ricoprimi di baci.

Il piglio è decisamente anni ’80. Per dirne una: alla festa di lancio del canale i baristi servivano spritz fatti con lo champagne, tanto per fare gli sboroni

Il nome è tragico, in senso stretto. Agon, a rievocare la Grecia classica che ci univa tutti, prima che il Sud Europa diventasse un solo, grande, indistinto Sudamerica. La missione è anglosassone, nell’accezione però briatoriana del termine. Il patron del network italo-albanese – il romano Francesco Becchetti, presentato in conferenza stampa da Caprarica come «l’uomo che ci ha messo i soldi» – non si fa fregare dalla domanda tendenziosa di un impavido cronista: «Da dove vengono i 40 milioni che ha investito in questo network?». La risposta piacerebbe molto a Mister Billionaire: «Lavoro da quando avevo 18 anni, e continuo a farlo 363 giorni l’anno». Oggi è costruttore e vanta brevetti nel campo dell’energia rinnovabile «usati anche dall’esercito americano sulle sue navi: scusate se è poco». In Albania sta seguendo il progetto di una grossa diga. Oggi è uno dei pochissimi che non investono solo sul mattone. «Con la nostra Tv abbiamo dato lavoro a cinquecento ragazzi albanesi che altrimenti sarebbero rimasti sulla strada». Costa anche meno che fare lavorare gli italiani disoccupati.

Agon Channel sarà quello che già siamo, da questa parte dell’Adriatico. In fondo, la distanza è piccola cosa, «solo 50 minuti di volo da Roma», come dice Caprarica. «Saremo fuori dal Palazzo, non avremo politici in studio, racconteremo i fatti che riguardano la vita delle persone». Però il talk condotto dall’ex santorina Luisella Costamagna, anche lei nel variegatissimo cast, s’intitolerà Lei non sa chi sono io, che con la gente comune c’entra poco, almeno così a orecchio. Ci sarà anche un tg satirico condotto da una coppia di comici (rings a bell?). Un talent show che dovrà eleggere il miglior bodyguard sulla piazza albanese, con Lory Del Santo tra i giurati: a guardare la réclame, pare il suo ambizioso film a puntate The Lady, culto trash del momento su YouTube. C’è pure una giovane showgirl di nome Ana Moya, spagnola, che punta ad essere la Belén dei Balcani. Il format Farfallina sta per giungere al tramonto in Italia, dunque va esportato.

«Chi sono questi?», mi chiede un fotografo al party di settimana scorsa. «Non ne ho idea», gli rispondo io dopo aver guardato lo schermo della sua reflex con immortalato un morettone vagamente neomelodico. L’unica nota di vera mondanità al The Mall, fiore all’occhiello della rinata Porta Nuova (qui Matteo Renzi ha organizzato l’ultima cena milanese di raccolta fondi), è Nicole Kidman. Voci di corridoio dicono che abbia preso circa un milione di euro per la serata. Ma è «una vera professionista», come si dice di quasi tutti. Forte del suo cachet, scende uno scalone di cinquanta gradini nonostante i tacchi alti, posa per un photocall da cui era appena passato Solange (inteso come sensitivo, non come sorella di Beyoncé), rimane tutta la sera in prima fila accanto a Caprarica, interprete di lusso con cravattona rosa, a guardare lo show. C’è anche Maddalena Corvaglia che, per omaggiarla, si dimena su un numero di Nine, forse il più grande flop di Kidman. Ma non importa. L’intervista che le fa Simona Ventura, ultimo acquisto del canale e conduttrice della serata, passa immediatamente agli annali di Twitter: «Nicole, dimmi: oggi per una ragazza è più difficile fare l’attrice, rispetto a quando abbiamo cominciato noi?».

Ma il punto non è nemmeno questo. L’avvio di Agon Channel è stato più italiano di una qualsiasi roba italiana. In coda per entrare alla festa c’erano romane che «Attenta, te se sta a sbava’ er rossetto!». Davanti ai giornalisti in conferenza stampa si sono sprecate le battute sui comunisti che – grazie a dio! – non ci sono più, sul calcio che ci affratella tutti (si progetta un reality sportivo con protagonista il Leyton Orient, la squadra inglese comprata da Becchetti), i partiti e i politici che sono tutti brutti sporchi e cattivi, la cialtroneria come tratto imprescindibile del nostro popolo di imbonitori. «Se Sabrina [Ferilli] fosse nata in America, avrebbe già vinto dieci Oscar», afferma sicuro l’imprenditore illuminato. «L’ha vinto quest’anno!», urla una giornalista (ripeto: giornalista) dalla platea. Mitomania, portami in Albania.

«Se Sabrina [Ferilli] fosse nata in America, avrebbe già vinto dieci Oscar», afferma l’imprenditore illuminato. «L’ha vinto quest’anno!», urla una giornalista dalla platea.

«Italia! Italia! Tu sei il mondo!», gridano gli albanesi al porto, pronti a partire. Era Lamerica di Gianni Amelio, era esattamente vent’anni fa. Tutto è cambiato, tutto è ancora intatto. Noi siamo ancora il mondo, non guardiamo più in là dei nostri giri di poltrone. Eccoli, gli aerei che in soli 50 minuti di volo mandano dall’altra parte del mare vecchi corrispondenti inamidati, soubrette senza più contratto in esclusiva, showman col volto tirato. Eccoli, pronti a colonizzare piccoli porti che sono lo specchio di noi stessi. Anacronistici se non defunti, ma va bene così. Ora ripetete con me: più umano, più vero. Lo senti come pompa il Pippero?

 

Nell’immagine, Pupo al photocall durante il party di Agon

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