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La rassegna di Studio per il weekend

Un gioco da tavola dimenticato, lo spettro del fascismo in Europa, la fantomatica "fine del romanzo" e il significato del calcio: storie belle da leggere con calma, scelte dalla redazione.

Come ogni sabato, ecco una manciata di articoli da tutto il mondo da leggere con calma, appena avete un’oretta di relax. Oggi parliamo del fascismo in Europa, della parola “dude”, della famigerata “fine del romanzo” e, ovviamente, di calcio.

Buona lettura.

 

“Stop Saying “The Novel is Dead”” – Gawker

E così pensate che internet e gli ebook stiano uccidendo il formato romanzo. Lo pensava anche il New York Times nel 1925.

 

“How We Play the Game” – The New York Times

Guida interattiva alla storia dei Mondiali per chi ha lacune calcistiche o si accosta per la prima volta allo sport. Un’introduzione alla storia e all’antropologia del calcio.

 

“Monotopia” – Big, Red and Shiny

Come mai tutte le utopie si assomigliano così tanto?

 

“The Board Game of the Alpha Nerds – Grantland

Riscoprire l’antenato di tutti i giochi da tavola e di ruolo odierni: si chiama Diplomacy ed è solo per veri nerd.

 

“Monotopia” – Big, Red and Shiny

Perché tutte le utopie si assomigliano così tanto?

 

“Who Ya Gonna Call” – Screen Crush

La storia orale, raccontata dai suoi protagonisti, del video musicale del video della colonna sonora di Ghostbusters (in occasione dei 30 anni dall’uscita del primo film).

 

“Should Two Children Be Imprisoned For Plotting To Kill Their Classmates?” – BuzzFeed

Due ragazzini di 10-11 progettano un piano per uccidere i loro compagni. Vengono scoperti. È giusto processarli? Un caso dagli Stati Uniti.

 

“The strange history of the dude ranch” – Aeon

L’origine del “dude” americano, parola nata nel mondo dei cowboy e arrivata fino a oggi.

 

“The Battle in Ukraine Means Everything” – The New Republic

Perché la questione ucraina è importante, davvero tanto: ha a che fare con lo spirito del fascismo che continua ad aleggiare in Europa.

 
 

Immagine: particolare della redazione parigina dell’International New York Times (Guillaume Belvèze)

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