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La memoria inganna

Avete presente Ragazzi Perduti? Le discussioni online sui film anni '80 possono essere istruttive

Un paio di settimane fa su Rai Movie passava Ragazzi perduti . Un film per teenager del 1987 che allora ebbe relativo successo (costato 8,5 milioni di dollari, ne incassò 32), con una sceneggiatura riscritta decine di volte per arrivare al classico pastone un po’ faticoso tra horror e commedia. Ordinaria amministrazione.

Dopo circa 20′ di film i due protagonisti stanno facendo un giro in un parco divertimenti. Ci trovano un concerto rock. Il capobanda è un uomo unto che suona il sassofono a petto nudo. Durata totale della scena , due minuti: screen time totale del sassofonista, meno di 30”.

Nel 2010 va in onda uno sketch del Saturday Night Live, “The Curse ”, che prende la trama di Drag Me To Hell e sostituisce le apparizioni demoniache con un sassofonista a petto nudo che spunta in ogni luogo e situazione. (Ora ha anche un nome: “Sergio”.) Tra l’articolo originale e la parodia televisiva passano 23 (ventitré) anni. Ma fino a qui il personaggio è sopravvissuto sotto forma di GIF animate , è stato ribattezzato greasy sax guy , citato tra le “prove” maliziose della presenza di un omosessuale dietro la macchina da presa. (Insieme al  poster di Rob Lowe a pancia nuda appeso nella cameretta di un pre-adolescente maschio.) Con l’avvento di Internet le persone hanno cominciato a parlare di film su Internet, e dieci minuti dopo partivano le prime liste del tipo Gayest Movie EverCosa ho imparato sui vampiri al cinema . (Modalità chiave della discussione: “vi ricordate Ragazzi perduti? Ah ah ah, che film di merda” / “Io l’ho visto da bambino, gli anni ’80 erano un posto assurdo.”) E il nostro baldo amico unto non è mai stato inghiottito dall’oblio.

Che la nostra memoria non trattenga il colore di un testo, il suo tono e umore complessivo – almeno, non bene quanto i “picchi”, i punti alti o bassi nel ritmo dell’azione – dovremmo già saperlo tutti. (Per cui: Kiefer Sutherland con le zanneIl vampiro folgorato dallo stereo ! ) Quello che non avrebbe potuto accadere nella cultura pre-Internet è che la nostra memoria viene completamente riscritta sulla base di pochi frammenti. Soltanto loro sopravvivono, e diventano il tutto. Nel caso specifico: Ragazzi perduti ha una storia lineare, dove la più grossa trasgressione è far salvare la baracca ai tre ragazzini rompiballe che servono da alleggerimento comico. Ma è una storia che ci mette parecchio per entrare nel vivo, e procede con lentezza:  non certo la cornucopia di piaceri colpevoli che ci è stata raccontata online. E poi: avevo totalmente rimosso la presenza di un coito eterosessuale ragazzo/ragazza (scena castigata, ma inequivocabile); a dieci anni potevo averla notata (forse).

Ma nella mia nuova memoria Ragazzi Perduti esisteva solo come reperto goffo e kitsch di anni più semplici, dove gli uomini erano uomini e i vampiri mangiavano le persone, e l’ironia la faceva da padrona. (Il cerchio si chiude con Il duro del Road House , anno 1989, che prende l’elemento gomitino gomitino ammicco ammicco e gli consegna le chiavi di casa propria.) Mentre la vera cultura di massa del periodo era fondata sul rispetto di formule ben definite, e l’ironia – se c’era – stava sepolta sotto otto livelli di eccesso camp e quattro livelli di seriosità. (Un’estetica tenuta a battesimo da Don Simpson , morto nel ’96 per arresto cardiaco con “28 narcotici diversi in corpo ”, appassionato di pratiche sado-masochiste e sex tape caserecci, devastato dalla chirurgia plastica, svergognato dalle squillo che sillabavano: “Don è stato la mia educazione al dolore”. Basta così, dai.)

Sono stati gli anni ’90 a segnare l’inizio della cultura “ironica” – dove tutto può essere fatto a pezzi per assemblare un oggetto nuovo, o, più spesso, per creare una versione fantastica dell’oggetto o del periodo in esame. (Il concetto di serata anni ’80 nasce, ovviamente, attorno alla metà degli anni ’90; lo stesso momento in cui la parola “trash” viene usata per Scorpio RisingGesù Cristo l’Ammazzavampiri senza alcun distinguo.) Per cui da un lato avete la cultura del diorama, dall’altro la cultura del frammento fuori contesto. Quella che produce Pop Up Videos , programma simbolo di VH-1 (da noi lo trasmetteva MTV) dove un video musicale scorre con fatterelli e battutine che punteggiano lo schermo, e poi i varietà-compilation come Io amo gli anni ’80 , dove fatterelli e battutine si dilatano fino al 95% del minutaggio.

Il punto d’arrivo è il trionfo dei video amatoriali come “The Wicker Man in due minuti ”, che grazie a YouTube è stato visto da molte più persone rispetto a quante si sono ciucciate l’opera intera per il noto principio del toccare il fondo fino in fondo . Perciò la maggioranza delle persone può serenamente credere che The Wicker Man sia tutto così, mentre chi l’ha visto davvero sa che per i primi 90′ non succede quasi niente, e quelle follie restano confinate agli ultimi 10′. E a volte, come accade, ridurre un testo a un montaggio delle attrazioni significa ammazzarlo e fargli un favore in un colpo solo.

E ora, per concludere, ecco una splendida cartolina firmata SERGIO.

 

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