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L’arte della fotografia generica

Joachim Schmid, pioniere della found photography, raccoglie in Rete e combina immagini con soggetti e inquadrature diversi, ma in fondo uguali.

Di Redazione

Joachim Schmid, nato nel 1955 in Germania, è un artista che fin dagli anni Ottanta si è occupato di found photography. Una delle sue più famose opere, un corpus di 96 libri divisi per argomento, è Other People’s Photographs. Costruito tra il 2008 e il 2011, il libro esplora la riproducibilità delle immagini trovate, da siti come Flickr ad altri e meno celebri portali di sharing photography. Ogni libro ruota intorno a un luogo o un tema, dalle piramidi egizie ai pranzi degli aerei, dalle foto turistiche sulla linea del Tropico del Capricorno ai selfie.

Le fotografie pubblicate in Other People’s Photographs riflettono il nostro modo di utilizzare i social network, e il nostro rapporto con l’immagine: le inquadrature sono spesso standardizzate, così come le tematiche sono in grado di essere raggruppate anche se provenienti da distanti luoghi geografici. I tramonti raccolti da Schmid, ad esempio, sono simili in modo inquietante: possono provenire dalla Liguria come dalla Nuova Zelanda, ma la loro estetica così simile e priva di caratterizzazioni li rende più simili a dei non-luoghi, anche se naturali e all’aria aperta.

Ogni libro di OPP è stampato on-demand, in formato 18 x 18, con copertina rigida (qui), oppure in soli due volumi “budget”, da 400 pagine, circa 120 euro (qui).

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Tutte le immagini: courtesy Joachim Schmid.
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