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Fotografare le notti

Bellezza, gioventù, notti selvagge: le serie del fotografo spagnolo Jesús Madriñán sui frequentatori di club di Londra e Roma.

Di Redazione

Si può rendere un club un set fotografico asettico, dove al posto delle luci e del caos dei corpi compaiono figure fredde, marmoree, quasi fittizie? In Goodnight London il fotografo spagnolo Jesús Madriñán prova a riscrivere i canoni della studio photography per restituire ritratti diversi, scattati direttamente sulla pista e con protagonisti molto giovani, spesso con espressioni annoiate o respingenti, con in mano cocktail o con le braccia conserte, e sullo sfondo, lontana e quasi cristallizzata, la festa, che continua a scorrere su altri binari.

Nella serie Dopo Roma che, invece, verrà completata e presentata al pubblico a febbraio dell’anno prossimo, i soggetti sono immersi nella luce del mattino che accompagna la fine delle serate e il ritorno a casa: hanno volti più segnati, ma la luce azzurra che illumina lo sfondo dà una dimensione pacificata e quasi straniante alla composizione. Parlando a Feature Shoot, Madriñán ha detto che il suo lavoro «si nutre dei paradossi che si originano quando si usano tecniche meticolose per gestire situazioni spontanee e difficili». E ancora, sulla sua interazione coi ragazzi rappresentati: «Non tendo a condizionare o mediare i gesti, gli atteggiamenti e le espressioni dei miei soggetti. Come si comportano davanti alla macchina fotografica risponde a come vogliono essere visti. Per me, il ritratto è una specie di rapporto intimo tra la persona rappresentata e la lente della macchina».

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