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Il web ci rende liberi?

Gianni Riotta presenta il suo ultimo libro, domenica pomeriggio alla Triennale di Milano. La vera rivoluzione saranno i nuovi contenuti che sapremo creare.

Il web ci rende liberi? È il titolo dell’ultimo libro di Gianni Riotta, da poco uscito per i tipi di Einaudi. Già direttore del Tg1 e del Sole 24 Ore, Riotta insegna a Princeton e si occupa di big data presso l’Imt di Lucca, scrive editoriali per La Stampa e, come i nostri lettori sanno, su Studio.

Presenterà il suo libro, in occasione del Festival di Studio alla Triennale di Milano (a proposito, qui potete leggere tutto il programma) questa domenica, alle 18.30. Sarà un’occasione per fare qualche riflessione sulla “rivoluzione digitale” che, ci piaccia o meno, governa ormai la nostra vita. Per farci qualche domanda, al di là dei facili entusiasmi e degli (altrettanto facili) atteggiamenti “neo-luddisti”, sulle nostre speranze e le nostre nevrosi.

Insomma: Internet ci ha resi più liberi di prima? Oppure ci opprime? Ci arricchisce e, se sì, in che termini? Potrebbe essere un po’ presto per dirlo.

Perché, come scrive l’autore: «Il web, al contrario della logica o della fisica, non ha secoli di saggezza alle spalle, vive da meno di un quarto di secolo, e i suoi studiosi più intelligenti sono ancora quindi intenti a cercare la “Teoria del Tutto”, non un teorema ma un concetto che colga lo spirito dell’era digitale, “Internet ci rende liberi”, “Internet ci rende gadget”, “Internet ci rende…” La contraddizione, però, dispettosa e formidabile, rovina la Teoria del Tutto online, come ha già guastato il programma della matematica perfetta sognato fra il XIX e XX secolo da Hilbert e Russell e la fisica “unica” perseguita dal giovane Stephen Hawking»

Eppure la rivoluzione in atto non può essere ignorata. Con la fine del Novecento, sostiene Riotta si è chiuso il secolo delle Masse e si è inaugurato il XXI, quello delle Persone, gli Individui. Ma, avverte, a decidere le sorti della rivoluzione saranno i nuovi contenuti che sapremo creare, senza lasciarci ipnotizzare dalla potenza della tecnologia.

 

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