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Il meglio del nostro meglio, nel 2013 e per il futuro

L'anno appena passato di questo sito, come è stato per noi e quello che vi è piaciuto di più. I progetti per quello che sta iniziando e qualche riflessione generale.

È stato un bell’anno il 2013 per Studio e per questo sito. Un anno in cui siamo riusciti ulteriormente, attraverso un lavoro quotidiano, a ritagliarci uno spazio piccolo ma importante nel panorama mediatico italiano. Abbiamo, fra l’altro, più che raddoppiato tutti i numeri; accessi, pagine viste, etc e consolidato un parco collaboratori e una voce di cui siamo moderatamente soddisfatti.
Detto questo, vogliamo fare di più, molto di più. Siamo molto attenti alle evoluzioni costanti che girano attorno allo sviluppo digitale dei periodici e dei magazine come il nostro in particolare, vale a dire quelli che si dilettano a dare ampio respiro alle storie che raccontano.
Abbiamo dei modelli in testa e delle idee, sia di contenuto che di forma, cui speriamo di riuscire a dare vita quanto prima o quanto meno di avvicinare il più possibile. Ci stiamo lavorando.
Nota doverosa: non è facile provare fare quello che stiamo facendo nel panorama in cui ci troviamo. Siamo una testata senza investimenti né editori alle spalle, che cresce solo grazie al passaparola di voi lettori, e questo ci condanna a pensare sempre all’oggi e mai a un potenziale domani, a mettere il conto economico immediato davanti all’investimento sul futuro (non possiamo permetterci di perdere le ingenti quantità di denaro che perdono gli altri intorno a noi), e ci muoviamo in uno scenario mediatico nazionale estremamente lento nel rinnovarsi se confrontato con cosa succede nel resto del mondo, che tende a chiudersi e a proteggersi in modo rigido dalle novità invece che accoglierle.
E questo, appunto, rende per noi le cose molto più difficili, ma anche molto divertenti.
Studio si sta evolvendo in un qualcosa che a giorni vi raccontiamo, con un assetto all’interno del quale questo sito acquisisce sempre più importanza strategica e diventa sempre più il centro della nostra offerta editoriale. E quindi il 2014 sarà un anno altrettanto importante, per noi e speriamo anche per voi, nostri lettori. A proposito, sempre grazie per la fiducia. Vedremo di provare a continuare a meritarcela.
Per tirare le somme e ripartire di slancio, abbiamo deciso di pubblicare qui di seguito un elenco degli articoli che avete preferito e letto più degli altri nell’anno appena concluso, con alcune citazioni dai pezzi stessi. Punto e a capo.

Buon 2014 a tutti.

1) Mistero Buffa
di Giuseppe De Bellis
Buffa è quella voce lì. Ora è un volto. Quelli della pallacanestro lo conoscono, gli altri l’hanno scoperto adesso che ha raccontato la storia di Arpad Weisz e prima quella di Maradona in degli speciali che un gruppo di colleghi di Sky gli ha costruito addosso. Sfondo nero e lui, come un monologo teatrale, solo che qui il testo è una biografia sportiva. Una storia, punto. Un ritratto, punto. Parole, voce, ritmo, punto…

2) Amore & WhatsApp
di Michele Masneri
Con WhatsApp infatti è ovvio che tutta una serie di comportamenti ossessivi sta diventando palese soprattutto nel Discorso Amoroso: l’infame sistema acutizza soprattutto dinamiche tendenzialmente patologiche tra Soggetto Chiamante (SC) e Oggetto Desiderato (OD)…

3) Dietro le quinte di Pechino Express
di Fabio Guarnaccia
Il casting ci occupa un paio di mesi. Ma non è un casting aperto, siamo noi che pensiamo a un personaggio e poi verifichiamo la sua disponibilità. Abbiamo un’idea delle tipologie di coppia che ci interessano, anche se a volte gli accoppiamenti sono fortuiti…

4) Sasha, l’artista
di Davide Coppo
Ma Sasha Grey faceva la pornostar. È per questo che è famosa, è per questo che viene intervistata, ed è per questo che può permettersi di dire che apprezza Pasolini e Adriano Sofri (e scatenare l’immaginario e ammiratissimo “oooh!” dei molto borghesi fan). Lo faceva meglio degli altri, e non faceva il genere di “siediti, cara, e facciamo l’amore”…

5) Fantacampioni di Fantaeuropa
di Davide Coppo
Lo scouting, in Football Manager 2001/02, diventa l’elemento fondamentale per costruire una squadra di successo. I forum – proprio quelli che frequento durante quel biennio 2001/02, trascurando studio e fidanzata – sono un elenco borgesiano di nomi e cognomi esotici e squadre ancora più sconosciute. I mercati calcistici di Bielorussia, Polonia, Paraguay, Olanda, si aprono e si rivelano ad appassionati di calcio reale e calcio videogiocato in tutto il mondo…

6) L’ultimo carro dello Zar
di Cesare Alemanni
A bordo di quel carro, tra il 1909 e il 1917, Prokudin-Gorsky ha attraversato  in lungo e in largo il territorio dello Zar; dalla Siberia agli Urali, dal Tajikistan al Don per compiere quella che sentiva come la missione della sua vita: documentare, a beneficio di ogni futuro scolaro dell’Impero, usi, costumi, volti, tradizioni, innovazioni, lavori, panorami e architetture di una sterminata civilizzazione i cui estremi erano talmente distanti da far dubitare che potesse davvero esistere un’ unica grande entità chiamata Impero Russo…

7) Letteratura del dribbling
di Davide Coppo
Brian Phillips è americano, ama il calcio (e tante altre cose, ma principalmente il calcio) e ne scrive per lavoro. Ha un sito, si chiama The Run of Play, e scrive anche per Grantland, uno dei migliori siti di sport e pop del panorama web. Anche The Run of Play è un prodotto eccezionale, e Brian può essere definito una delle migliori penne sportive del pianeta senza eccedere in adulazione. Quello che fa è difficilmente descrivibile, è una sorta di mix tra cultura pop, cultura sportiva, e cultura letteraria…

8) Zooey Deschanel
di Laura Spini
Zooey Deschanel provoca controversie nel pubblico più o meno da quando interpreta ruoli. C’è chi la reputa un mero oggetto di scena, bellina come un quadro ma impreparata in qualsiasi cosa faccia (recitare, scrivere canzoni, vestirsi), c’è chi, come in qualsiasi fandom che si rispetti, le dice «Ti amo»…

9) Il Nobel a Vecchioni?
di Stefano Ciavatta
Ma chi è che candida gli autori italiani al Nobel? «Tiozzo ogni anno fa sempre lo stesso pezzo, la maggior parte dei nomi se li inventa, tanto nessuno può smentire, neanche l’Accademia di Svezia» dice al telefono Sebastiano Grasso, giornalista del Corriere della Sera, da sette anni presidente del Pen Club Italia…

10) Dittatura, LOL
di Pietro Minto
Questo giovane Kim Jong-un è il dittatore sanguinario di un Paese in cui i diritti umani sono completamente assenti. Ciò nonostante ridiamo di lui. Soprattutto su internet è un proliferare di battute, video buffi e meme che scherzano sulle fattezze del giovane e di suo padre. Perché? Quali sono i meccanismi che ci fanno ridere di persone così atroci?…

11) Siberia, anno zero
di Davide Coppo
La famiglia Lykov si è isolata dal mondo nel senso più stretto del termine. Non ai margini, non ai confini: su di un’isola, in una campana, un compartimento stagno all’interno dell’umanità. Senza mai incontrare un altro uomo, senza mai avvertirne il passaggio. Fino al 1978, quando una spedizione di geologi, sorvolando in elicottero quella macchia di verde e null’altro al confine con la Mongolia, vide una spianata di terreno, e dei solchi che indicavano, senza spazio ad alcun dubbio, una zona seminata…

12) Complottismo for dummies
di Davide Piacenza
A farla da padrone –  nemmeno a dirlo – sono le scie chimiche legate al progetto HAARP statunitense – un centro di ricerca sull’atmosfera sito in Alaska, non più in attività dal maggio di quest’anno, che per i seguaci di David Icke è il perno di un programma segreto di geoingegneria – e gli intrighi globali del New World Order, una presunta organizzazione in mano a un gruppo di potere oligarchico che mira a conquistare il mondo in modo surrettizio…

13) The hangover
di Cesare Alemanni
La mondanità alcolica tardo-pomeridiana dei professionisti creativi ha una sua ritualità riempita da parole come “aperitivo”, “happy hour”, “vernissage”, “evento”, “presentazione”. Tutte occasioni, più o meno mascherate, per cominciare a bere il prima possibile, appena lasciata la scrivania del proprio impiego, praticamente ogni giorno. Generalmente questa prima finestra si caratterizza per l’assunzione di alcolici deboli – vini leggeri, cocktail a bassa gradazione e birra – che garantiscono un iniziale, piacevole e rilassante stordimento…

14) Alessio Cerci, la nuova Ala
di Giuseppe De Bellis
Ecco, Cerci è questo: un’ala completa, altra anomalia pallonara. Uno che sa fare tutto quello che deve fare chi gioca sulla fascia e poi il resto: lo scambio veloce, il lancio, il taglio in profondità, la sponda, l’inserimento. Tipo quello del gol, per intendersi. In sostanza è un esterno con colpi da centrocampista e da attaccante. Perfetto? Ovviamente no. Ma diverso, molto diverso. In Italia è unico così ed è tra i pochi anche all’estero…

15) Fine del Radical Chic
di Michele Masneri
Aristodem. Discorso sui nuovi radical chic (Ponte alle Grazie, pagg. 275, euro 16), è, come spiega l’autrice, Daniela Ranieri, un «pamphlet-pièce-pastiche-psicodramma» contro questa classe, o almeno la sua diramazione romana, che «se non il ’68 ha fatto il ’77» e da almeno quegli anni tenta di cambiare il mondo, dalla propria terrazza a livello. È un atto d’accusa preciso e spietato, contro una protagonista, una Luciana, che nella sua, di terrazza, «ospita operatori intellettuali da tutto il mondo, artisti, suonatori, terapeuti culturali, buskers… La sera si trasforma in una galleria d’arte, per le feste. Ogni tanto facciamo letture post-coloniali, incontri di yoga letterario, pilates coi russi…

16) Relazione complicata
di Pietro Minto
Noah è un corto presentato la scorsa settimana al Toronto International Film Festival (Tiff) da due giovani studenti di cinema canadesi, Walter WoodmanPatrick Cederberg. Ad attirare una notevole attenzione online è stato inizialmente un particolare: il film è “ambientato” sullo schermo di un computer. La scenografia è composta da finestre, icone, pop up, tab aperte e chiuse; degli attori vediamo solo gli avatar e le loro facce su Skype. Un pezzo di umanità è volutamente sacrificato per indagare il rapporto morboso tra noi e gli altri, la deriva dei legami di coppia in tempi in cui un like sospetto pesa come un amante scoperto in flagrante…

17) Capitale a 5 stelle
di Michele Masneri
Nell’ottobre 2010 piazza Montecitorio fu invasa da gazebo sotto le cui (tenso)strutture Umberto Bossi, Gianni Alemanno e Renata Polverini firmarono un simbolico “patto della pajata”. L’immagine del Senatur poco lucido imboccato di amatriciana dai politici laziali è naturalmente la rappresentazione plastica di quanto la normalizzazione dei barbari (non ancora sognanti) sia stata inesorabile. Quanto dovrà passare per vedere i primi grillini perturbati e inglobati dalla temperie capitolina? Qui dieci suggerimenti amichevoli su cose da fare e da non fare per rallentare il processo (che comunque, come l’invecchiamento cellulare è inarrestabile e inevitabile)…

18) Disegnare notizie
di Pietro Minto
Nel 2013 il design delle news può avvalersi di potenti mezzi informatici ma, a causa del momento di crisi-transizione vissuto dal settore, deve reinventarsi e trovare un nuovo spazio all’interno delle redazioni. Questa necessaria “rinascita” del news designer è un punto centrale nel lavoro di Francesco Franchi, art director de IL e Il Sole 24 Ore, che ha dedicato all’argomento molto tempo, a partire dalla sua tesi di laurea. Ora la sua analisi del ruolo dell’art director nella giungla delle notizie si arricchisce di una pubblicazione, Designing News, Changing the World of Editorial Design and Information Graphics…

19) Natale a casa De Sica
di Michele Masneri
Christian De Sica è comparso, anticipato da un grosso cane simpatico e da uno piccolo che sta in disparte, poi da una filippina che dice Signor-Christian-arriva-subito-sta-preparando ed è un momento molto Vanzina. Poi Signor Christian entra, dolcevita grigio e blazer, gentilezza e puntualità e affabilità grande-borghese, e qualcosa in più. Effetto straniamento. Ti vien voglia di toccarlo, lo conosci già, perchè è come quando si va a New York per la prima volta, ma in realtà l’hai già vista tante volte nei film…

20) Jay-Z, The Player
di Francesco Pacifico
Siccome ha cominciato la sua carriera come spacciatore a Brooklyn, zona Bed-Stuy, Marcy Projects, compagno di scuola del re del gangsta rap Biggie Smalls/Notorius B.I.G. (1972-1997), sembra assolutamente fondamentale cominciare a raccontare Jay-Z dalla “foto col sindaco”: è il 2010 e Shawn “Jay-Z” Carter, l’ex spacciatore di crack, classe ‘69, babyface, vocina gentile quando parla, rapper e imprenditore, teorico del successo via lavoro duro come vera livella che rivela la sostanziale eguaglianza di qualunque impresa dallo spaccio di crack alla vendita di vestiti e dischi, è a tavola con il sindaco di New York Michael Bloomberg.

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