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Il meglio del 2016 su Studio

I nostri 25 articoli dell'anno: un mix dei più letti, i più discussi e quelli che hanno raccontato i fatti più rilevanti.

È stato un anno lungo e pieno, non solo per noi di Studio. L’impressione, riguardandosi indietro, è che siano successe parecchie cose significative e che il 2016 non lo dimenticheremo in fretta. La conferma ci viene da un archivio di articoli particolarmente denso, da cui è stato difficile sceglierne 25 da riproporvi per Natale. È il motivo per cui ne mancano tantissimi, ognuno ha sicuramente i suoi preferiti. Il criterio, al solito, è un mix: rilevanza, successo in termini di lettori, qualità, tono di voce, argomento. Buona lettura, in questi giorni di festa.

 

Cultura, scrittori e dintorni

lerag-1024x1603Vivere senza critica – Fateci caso: siamo assediati da consigli e giudizi di amici su qualunque prodotto culturale, mentre la critica professionistica agonizza. Francesco Guglieri, con questa riflessione, si chiede se è davvero arrivato il momento in cui possiamo dirle addio.

E Adelphi inventò il longoform – Si è fatto un gran parlare, noi per primi, di formato longform digitale. Cristiano De Majo, partendo da Biblioteca Minima di Adelphi (collana di libri brevi fatti con articoli lunghi), ha chiacchierato con Matteo Codignola, che ne è l’editor, chiedendosi se alla fine il cosiddetto longform non sia in realtà più adatto alla carta che al web.

La forma di Emma Cline – Claudia Durastanti ha raccontato chi è l’autrice dell’acclamato bestseller Le ragazze, uno dei successi editoriali dell’anno, uscito in Italia con Einaudi: più che un caso commerciale, la ventisettenne è un’esteta della giovinezza.

Le mille ombre di McInerney – Francesco Longo sul ritorno dello scrittore americano, un ex enfant prodige che non ha mantenuto le promesse: dall’amicizia-rivalità con Ellis alla passione per i vini. Dello stesso autore, che per Studio racconta spesso scrittori e relative opere, sono degni di segnalazione i suoi pezzi sugli ultimi libri di Alessandro Piperno e Donald Antrim.

New Italian Weirdness – Dalle rovine di Luciano Funetta, la casa editrice Tunué, Il grande animale di Gabriele Di Fronzo: Alcide Pierantozzi si è chiesto perché romanzi così difficili da incasellare stanno conquistando in Italia critica e pubblico.

 

Media, tech e dintorni

Airbnb, la casa del mondo – È stata una delle nostre quattro copertine dell’anno: l’intervista esclusiva di Michele Masneri a Joe Gebbia, co-fondatore della startup che ha cambiato per sempre il modo di viaggiare di milioni di persone.

Il capitale Urbano – Anno di novità importanti negli assetti proprietari dei grandi giornali. Una di queste è la scalata di Urbano Cairo a Rcs. Siamo stati nel paesino piemontese in cui è nato, per sapere chi era prima di diventare la nemesi del capitalismo italiano.

 

Tv, cinema, pop e dintorni

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Kanye e Taylor Swift, il verdetto – Un anno in cui Kanye West è stato ovunque e ha fatto praticamente tutto. Compreso litigare con Taylor Swift. Ester Viola ha scritto per noi un’analisi legale e sentimentale della faida tra i due, e si è chiesta: non sarà che Taylor Swift è così odiata perché è naturalmente perfetta?

Il corpo santo di David Bowie – Il lungo elenco di necrologi celebri di questo 2016 si era aperto con la notizia della scomparsa di David Bowie. A caldo, Gianluigi Ricuperati gli ha reso omaggio elencando sette modi in cui possiamo modificare la nostra vita seguendo la luce emessa da questo gigante del pop.

Angelina, Brad e la fine del mondo – E alla fine si sono lasciati. Il racconto di una delle separazioni pop della nostra epoca, cosa significa, perché non l’abbiamo vista arrivare e cosa succederà da adesso in poi.

Gary Marshall, Pretty Woman e noi –  A luglio è scomparso il regista della famosa commedia con Julia Roberts e di Happy Days. Un paio di generazioni sono cresciute citando le battute dei suoi personaggi; l’omaggio di Guia Soncini.

Raccontare Nora Ephron – Nel documentario Tutto è ispirazione, andato in onda quest’anno in Italia su Sky Atlantic, Jacob Bernstein, figlio della celebre scrittrice e sceneggiatrice, racconta vita, amori e dolori della madre, per cercare di non doverle dire addio. Paola Peduzzi alle prese con uno dei personaggi chiave del cinema, del pop e della letteratura degli ultimi decenni.

 

Attualità, politica e dintorni

Parla, grillino – A testa in su, il memoir di Alessandro Di Battista pubblicato a novembre, col suo pauperismo sudamericano e le sue autocelebrazioni rivela un mitomane ossessionato da se stesso. Più Manuel Fantoni che leader politico, dice Davide Piacenza, in un pezzo molto letto e molto condiviso.

La guerra fra Trump e i media – «Non credete a nulla, loro e Hillary ce l’hanno con me». The Donald contro giornali e tv: il racconto di uno scontro che, quando Paola Peduzzi lo ha raccontato prima delle elezioni americane, dicevamo che non sarebbe finito a novembre, in caso di sconfitta di Trump. Che non è avvenuta, come sappiamo; ma lo scontro, in effetti, non è finito lo stesso. Anzi, resta un tema cruciale.

Le contraddizioni del No – Questo piccolo giornale si è schierato apertamente per il Sì al referendum. Eravamo e siamo convinti che le istituzioni italiane avessero bisogno di una riforma. Ha vinto il No, nettamente. Ma noi ci vediamo delle contraddizioni in questo voler spazzare via tutto tenendo tutto così com’è: la strana alleanza tra populisti, massimalisti e conservatori.

Avremo sempre il Marais – Ancora un anno di attentati e di radicalismo islamico nella nostra Europa, purtroppo. Siamo andati a capire cosa racconta della Francia e del nostro continente ai tempi della crisi del multiculturalismo, un ghetto aperto, gay ed ebraico, poi diventato simbolo di gentrificazione.

 

Stili di vita, costume e dintorni

studio-n28-cover_web1-222x3002xMassimo Bottura, il cuoco del futuro – Il Refettorio di Milano, quello di Rio, l’Osteria Francescana, Lou Reed, l’Italia, il mondo: per il numero 28 di Studio abbiamo mandato Mattia Carzaniga a passare una giornata con il cuoco migliore del mondo.

Mamma è uscita dal gruppo – Il pezzo di gran lunga più letto su Studio in questo 2016. Arianna Giorgia Bonazzi, da madre, racconta come i gruppi WhatsApp dei genitori, che dovrebbero essere uno spazio utile, siano diventati il male assoluto. È la confessione di chi vorrebbe farne a meno, ma non può.

Indagine sulle feste – Quest’anno abbiamo dato vita a Studio Classic, serie di longform in cui alcuni scrittori si confrontano con temi light e contemporanei. Il primo è stato di Cristiano de Majo, sulle feste: definizione, limiti d’età, cornice, musica, droghe: un po’ di domande e risposte su cos’è il divertimento oggi, quando inizia e quando deve finire.

È meglio stare in casa – Decine di app ci dicono che stare in casa è meglio di uscire. Ma stare in casa in che modo? Un ragionamento in dieci punti su come è cambiato il nostro rapporto con gli spazi che abitiamo.

L’amore ai tempi dell’orologio biologico – Storia di un concetto, apparentemente antico ma che risale agli anni Settanta, che condiziona le scelte di molte donne. Un pezzo di Anna Momigliano molto condiviso e discusso.

Mai più Giappone – Se avete figli lasciateli coi nonni, mandateli alla colonia estiva o non partite neanche voi. Una divertente e spietata guida parziale al Sol Levante di Arnaldo Greco, genitore-turista.

Vogue ha sbagliato ancora – A settembre, un articolo infelice di Vogue America accusa le «influencer» di aver distrutto la moda ma ottiene l’effetto opposto, ovvero quello di farci chiedere quanto datati possono apparire i giornali tradizionali oggi. Silvia Schirinzi su uno dei casi dell’anno nel fashion system.

Lo strano problema dei bagni italiani – Il secondo Studio Classic di Studio. Una lunga indagine d’autore di Letizia Muratori su come gli stranieri giudicano le nostre toilette – luoghi in cui si entra vittime e si esce colpevoli – e sul perché le riduciamo così male.

American Apparel ti ho voluto bene – Da gennaio in Europa inizierà la chiusura dei negozi del marchio che ha cambiato l’estetica di questi anni: Davide Coppo ha raccontato perché è stato importante e com’era lavorare per il brand dall’interno.

 

 

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