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I giovani non esistono

Esistono i giovani bravi. Ad alcuni di loro è dedicata la storia di copertina del nuovo numero di Studio in edicola.

Qualche riga sulla storia di copertina del nuovo numero di Studio, in edicola  e in libreria.

 

La giovane faccia che vedete nell’immagine e sulla copertina del nuovo numero, è quella di Caterina Ravaglia. Caterina ha diciotto anni, fa la modella già da alcune stagioni, anche se la sua priorità nei prossimi due mesi è passare gli esami di maturità, per i quali sta studiando a Bologna. Dopo, ci ha raccontato, andrà a New York, e proverà a fare a tempo pieno quello che sta già facendo egregiamente – copertine e campagne importanti, battezzate da fotografi leggendari per il giro della moda – la top model appunto. Dopo, però, conta di tornare in Italia, non ci si vede a vivere all’estero.
Vuole fare esperienza, capitalizzare per il mondo il fatto di essere percepita come parte di un’eccellenza, il made in Italy, e poi sfruttare questo capitale qui da noi. Consapevole che il suo lavoro non sarà per sempre, si ritrova già oggi con curiosità a pensare non solo a domani, ma anche a dopodomani e al giorno dopo. Cos’altro le piace fare oltre a sfilare? Surfare col fidanzato, viaggiare. E poi è molto incuriosita dai vini e ha una sana ammirazione per Arianna Occhipinti, la super viticoltrice che intervistiamo a pagina 40.
Arianna è una che la Sicilia l’ha lasciata per poco, poi è tornata nella sua Vittoria, dalla quale ha messo su un business niente male, che la porta oggi in California e domani in Norvegia. Caterina e Arianna non si sono incontrate qui in redazione per un soffio ma a entrambe abbiamo volentieri portato i saluti dell’altra. Hanno sorriso, molto.
Ne vorremmo di più di persone così, con una sana voglia di riuscire nella vita che le porterà lontano. Noi facciamo il tifo per loro. E per un’Italia che sappia parlare bene di loro, come loro sanno fare dell’Italia.

I giovani non esistono

Ovviamente non è vero. Esistono eccome. Sempre di meno, visto che il paese statisticamente invecchia molto velocemente, ma esistono. Solo che in un sistema come il nostro, dove la difesa a oltranza di ogni tipo di appartenenza ha finito per rappresentare l’ostacolo maggiore a qualsiasi tipo di evoluzione, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un’altra categoria. E di altri paladini a difesa di essa, mestiere sempre più in voga (lautamente pagato, peraltro) a queste latitudini. I forum, le associazioni, i rappresentanti, le riserve protette, lo sfoggio a uso e consumo di questo o di quell’altro progetto politico della sezione “giovani”, sono la pietra tombale sul futuro.
Proposta: aboliamo la categoria “nuove proposte”, facciamo un unico fascio delle depandance giovanili di questo o di quest’altro club adult only. Mischiamoci. Stronchiamo sul nascere ogni tentativo furbetto di replicare sindacati e confindustrie dei piccoli. Ci bastano e ci avanzano gli originali e i danni concertativi che hanno fatto e continuano a fare. Facciamo che da oggi esistono quelli bravi e quelli meno bravi, e che tutti insieme iniziamo a capire come giudicarli, premiando le eccellenze.
Le venti storie che raccontiamo nelle pagine del numero in uscita – che non sono una classifica, ma solo un piccolo campione delle grandi qualità oggi in campo – sono quelle di altrettanti talenti italiani under 35. Che, per quel che ci riguarda, prima di tutto sono appunto grandi talenti ben spesi. Secondo, sono delle belle storie e delle belle facce da raccontare. E, solo in ultima battuta, capita che siano accidentalmente giovani. Ma facciamo che da oggi questo è un dettaglio, e lasciamo loro la scelta se esibirlo o meno, a uso e consumo dei loro percorsi.

 

(Foto di Alan Chies)

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