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Giovanni Ribisi, Guerra e Pace

Le vite dell'attore prima e dopo Cat Power. Con in mezzo Scientology, Gosling e Agyness Deyn

Per quattro anni di te non si sa nulla. Nessuno ti nota anche quando sei nel cast di una grande pellicola che sbanca al botteghino e non spunti neppure tra i rumors per patenti ritirate sulla Mulholland Drive. In quegli anni però, pochi sanno che stai riuscendo nell’impresa che sette album non erano riusciti a fare: illudere Cat Power che avere una famiglia e una serenità emotiva sia salutare. Tu sei Giovanni Ribisi, un nome e un cognome italiano per una carriera che fino ad ora aveva conosciuto solo un altro “cat” , quello rognoso di una penosa ballad di tua sorella Phoebe, psicopatica massaggiatrice nel telefilm Friends.  Prima di questa estate Giovanni Ribisi era un attore di Hollywood con intenzioni intellettuali e sense of humour: che lasciava i telefilm buttandosi direttamente in film di guerra come Salvate il Soldato Ryan e che metteva in atto tutto il suo talento non espresso in (eterni) secondi ruoli come in videoclip vedi Crystal Ball dei Keane: primo sprazzo di un Ribisi che aveva molto da dire. Anche se concentrato in tre minuti scarsi di video pirandelliano.

I ruoli da secondo, co-protagonista, piccolo giullare in film sensazionali (leggasi Avatar), spingono a provare per l’attore italo-americano una certa simpatia, complici del fatto che non sia bello, e neppure “venduto” come cool in film che potrebbero svoltargli la carriera, quale Lost in Translation, in cui esce e rientra dal film esattamente a inizio e fine della pellicola. Eppure qualcosa fa di lui il non-nome su cui puntare perché é acuto e folle e per questo è il volto che crea empatia con gli spettatori molto più di un Tom Cruise alias Mr. Perfezione. Risulta sincero in film come Fuori in 60 Secondi così come appare più credibile di Jude Law in Ritorno a Could Mountain. Di lui i gossip se ne occupano poco, ha la faccia pulita anche se il ghigno tradisce una certa somiglianza con un giovane Downey Jr, ha la carriera spianata perché piace a Spielberg e Tom Hanks, ma si concede i weekend su set sperimentali quali quelli di Linklater. Insomma tutto dovrebbe condurre a lui quando si pensa a un un attore pronto a esplodere:  per indole e malleabilità Ribisi avrebbe potuto interpretare quasi tutti i ruoli che in quattro anni Ryan Gosling si è divorato.

Ma in quei quattro anni in cui il cinema si scopriva Gosling-dipendente Giovanni Ribisi appariva losangelino più che mai, silenzioso, e padre dall’affetto smisurato per la sua Lucia avuta dall’ex moglie Mariah O’Brien. Lo si vede discutere pacatamente in picnic tra giochi per bambini e birre bio con Beck, il cantautore che anche fisicamente gli assomiglia e che ha sposato la sorella Marissa. Di fianco c’è lei,  reduce da un The Greatest Tour semi disastroso, ancora lì che aspetta Jude Law sotto la pioggia per volere di Wong Kar Wai, e che lascia New York per seguire un fidanzato e non una cura anti-depressiva. Chan Marshall,  la Cat Power che frangiona e skinny sdruciti aveva bisogno della camicia da uomo -di un uomo- per completare un look da rocker innamorata del blues. Quella camicia, anche se dalle spalle cadenti, l’ha trovata nell’armadio di Giovanni Ribisi con cui ha passato quattro anni da compagna e casalinga come Scientology suggerisce. Perché quello che sfugge a chi Ribisi lo ricorda come brillante caricatura di My Name is Earl è che la pace dei sensi gli è stata auto-indotta con la fede a Scientology, succoso argomento di discussioni ai picnic con l’altro affiliato, il cognato Beck, tra i primi fedeli del culto di Hollywood.  Difficile immaginare Madame Marshall suonare nel salotto di casa pezzi come Rocket davanti a un Ribisi che professa sincerità e condivisione sotto il patrocinio di Crusie & soci. Invece Cat Power rimane lì e osserva, non suona, e aspetta a casa che Giovanni torni dal set di  The Rum Diaries e, mentre il protagonista Johnny Depp racconta a Ribisi di un matrimonio in declino con Vanessa Paradis, del castello in Francia dove poco vorrebbe tornare tanto è coinvolto sul set del film omaggio all’amico di sempre Hunter S. Thompson, questi lo guarda con aria tranquilla. Torna a casa e osserva la sua di famiglia, fiero e sornione di aver addomesticato Cat, virtuosa ma eterna confusa.

Tutto sembra filare liscio, coltre di Scientology a parte, Ribisi appare sorridente e a suo agio sui red carpet anche se Chan Marshall non sempre ci va, non è il suo, per quanto ora respiri l’aria gialla di Los Angeles e non quella stagnante dei tour bus.  Diventa socio di set nell’ennesimo film da co-protagonista, Contraband, con Mark Wahlberg, altro redento grazie alla fede (cattolica però). Poi appaiono tweet in successione sul nuovo album di Cat Power, un evento a cui non ci aveva più abituato. Ribisi invece non si lascia scappare nulla. Della loro gabbia dorata i gossip se ne infischiano, strana coppia la Ribisi-Marshall che in quattro anni non ha prodotto un buon motivo per solleticare i gossip. Poi però mentre scoppia la bolla Cruise-Holmes, l’ex fratello di Phoebe  finalmente diventa un protagonista di tutto rispetto in un film prodotto da Scientology: sposa Agyness Deyn, la top model che fino a pochi mesi fa aveva annunciato singletudine a vita. Nuova, improbabile, coppia dalle tempistiche (troppo) sospette e il cui matrimonio improvviso arriva alle cronache rosa per una soffiata. Ribisi è ancora una volta tranquillo: risponde semplicemente confermando lo status di sposato e non aggiunge altro. Agy pure. Cat Power nel mentre si sta tagliando i capelli, cortissimi come Jane Brikin insegna, e dopo 4 anni losangelini torna sul bus di promozione di Sun, nuovo e ottavo album. Nuova vita.  Ribisi a oggi non rilascia dichiarazioni, conscio che le emozioni vere le si rivelano solo al cospetto di Tom Cruise.

 

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