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Due o tre cose da ricordare di lui

Qualche video per ricordare a caldo chi era e cosa ha fatto David Beckham: cross, goal, storia del calcio.

Si è ritirato anche David Beckham nell’anno del ritiro di Alex Ferguson, Jamie Carragher, Paul Scholes, Michael Owen, il miglior allenatore della storia del calcio (inglese?) e la spina dorsale della Golden Generation che aveva riempito l’Inghilterra di speranze di vittoria continentale. Becks si è ritirato dopo aver vestito le maglie di sei squadre, in Italia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti e Francia. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere ed essere diventato icona per la nostra epoca, che è più corretto chiamare la sua, di epoca, e di cui noi siamo tutti figli. Ha inventato il football pop e ha continuato a picchiare e segnare e crossare nel football più pulp, quello dei puristi del fango e dei tacchetti. Ha fatto tacere sempre tutti quelli che hanno provato a mettergli un’etichetta di venduto, o qualche scemenza simile. Per farla breve, e non stare a raccontare a caldo quel poco che so di lui, qui ci sono un paio di cose che vanno riguardate, ora che queste cose non potranno più essere viste dal vivo su un campo di calcio.

Come il primo goal con il Manchester United, con il numero 24, i capelli biondissimi che diventarono un marchio, la faccia da ragazzino spice. È il 7 dicembre 1994, lo United gioca contro il Galatasaray.

 

Oppure questo goal contro l’Aston Villa nel ’95, sconfitta per 3-1 dei Red Devils di Ferguson, un allenatore allora giovane e dopo questa partita molto contestato per la sua linea “giovane” ma che tenne duro su quei kids che si chiamavano, ad esempio, Beckham Scholes e Butt.

 

Nella stagione 1996/97, contro il Wimbledon, alla prima di campionato, segna dalla sua metà campo contro il Wimbledon.

 

Ai Mondiali del 1998, contro l’Argentina, è lui che lancia un diciottenne Michael Owen verso la rete che gli cambierà la carriera, e il passaggio non era per niente facile.

 

Però si fa espellere per un calcetto a Simeone, e lo Spice boy diventa anche bad, egoista e impulsivo. Giudicate voi, poi, se questa è un’espulsione.

 

Due anni dopo, nel 1999, batte entrambi i calci d’angolo che fanno vincere al Manchester United la più pazza delle Champions League, contro il Bayern Monaco di Kahn e Effenberg.

 

E nel 2001, senza caschetto biondo, segna questo calcio di punizione contro la Grecia (pareggio del 2-2) che qualifica in extremis l’Inghilterra al Mondiale del 2002 in Corea-Giappone.

 

Va al Real Madrid, e se dovessi ricordare una cosa sola ricorderei il passaggio più bello di sempre, per Ronaldo (Luis Nazario da Lima) in una vittoria 4-0 contro il Saragozza (2006).

 

Poi, tra una Los Angeles e l’altra, va al Milan, dimostrando una grinta e tenacia e combattività che nessuno si sarebbe aspettato da un trentatreenne, e segna anche un paio di goal tra cui questo, a San Siro contro il Genoa.

 

E poi ci sarebbero un sacco di cose in più da vedere, ma ci saranno un bel po’ di anni a venire per recuperarle tutte.

 

Nell’immagine, Beckham esulta dopo aver segnato il 2-2 contro la Grecia nel 2001. Shaun Botterill /Allsport

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