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Cos’è successo in Iowa

Fra i repubblicani, Cruz ha battuto Trump ma Rubio è andato bene. Fra i democratici, Sanders e Clinton praticamente pari. E ora il New Hamsphire.

In Iowa Hillary non ha perso, Trump non ha vinto e i moderati repubblicani non sono scomparsi. Il vincitore della nottata dei primi caucus della corsa presidenziale americana è Ted Cruz, che grazie alla grande mobilitazione evangelica è riuscito a sconfiggere il favorito Donald Trump. Il texano ha ringraziato con un discorso-sermone, ma ora il suo staff – che è tra quelli più sofisticati in termini di tattica politica e “crunching numbers” – deve prepararsi per il New Hampshire, che è uno stato molto diverso dall’Iowa. Trump troverà il modo di spiegare che i tanti attacchi lo hanno forse ostacolato ma certo non fermato, però la sorpresa è Marco Rubio – tiriamo un sospiro di sollievo. Tra i moderati Rubio è quello che più sta attirando finanziamenti, più di Jeb Bush, e i dati dell’Iowa dimostrano che il fascino per gli outsider esiste, ma non è detto che sia determinante.

Sul fronte dei democratici è successo una cosa importante: il socialismo è diventato cool, e Bernie Sanders è l’artefice di questa trasformazione. Se si vuole fare i clintoniani si può dire che la scoppola di Sanders non è arrivata: si riconteggia, i delegati saranno spartiti in modo più o meno simile. Se davvero l’unica chance di Sanders era l’Iowa, allora doveva andare molto meglio di così. Certo per Hillary inizia ancora una volta tutto in salita, il discorso in cui si dichiara vincitrice è il più di sinistra che la ex first lady abbia pronunciato da un bel po’. Ora è necessario riscattarsi in New Hampshire, dove Sanders sta andando bene e dove Hillary pianse per la prima volta pur vincendo lo stato nel 2008. Con un numero-talismano: se Hillary dovesse infine perdere (di poco) l’Iowa e diventare poi presidente degli Stati Uniti, sarebbe la seconda Clinton a fare questa magia.

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