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Cannes 65

Panoramica delle maggiori pellicole in concorso sulla Croisette: ci sono Wes Anderson, Garrone e Cronenberg

Mancano ormai pochissime ore all’inizio ufficiale della sessantacinquesima edizione del Festival di Cannes. Mentre la Croisette si fa bella con i poster che ricordano, nell’occasione del 50° anno della sua scomparsa, l’icona Marilyn Monroe immortalata mentre spegne una candela su una piccola torta, le attese per i film in programma si fanno palpabili. Visto che sono molti quelli che in questi ultimi giorni vi hanno fatto una veloce carrellata su tutti i film in concorso, preferiamo qui concentrarci su pochi ma significativi titoli. Inevitabile dunque partire proprio dal film d’apertura, Moonrise Kingdom di Wes Anderson. Dopo l’esaltante esperienza con l’animazione sperimentata nel 2009 conFantastic Mr. Fox, il regista de I Tenenbaum torna con un film che a partire dal trailer sembra essere assolutamente meraviglioso. Moonrise Kingdom è ambientato nel New England del 1960 e racconta la storia di due giovani amanti che scappano dal loro campo scout per vivere in piena libertà la propria storia d’amore. Sulle loro tracce si metteranno in molti tra cui il solito Bill Murray, circondato da un cast veramente eccezionale: Bruce Willis, Edward Norton, France McDormand, Tilda Swinton, Harvey Keitel e Jason Schwartzman. Per questa sua nuova avventura Wes Anderson ha pensato bene di richiamare a se in fase di sceneggiatura Roman Coppola, regista di famosi videoclip, figlio d’arte e già suo pard per Il Treno per Darjeeling. (Trailer)

Altro film molto atteso, inutile dirlo, è quello di Jacques Audiard, De Rouille et D’Os (Rust and Bone). Audiard, lo ricordiamo per i più distratti, è uno dei registi contemporanei più interessanti su piazza ed è colui che ha diretto capolavori come Sulle Mie LabbraTutti i Battiti del Mio CuoreIl Profeta, pellicola candidata all’Oscar nel 2009 (battuto poi da Il Segreto dei Suoi Occhi di Juan José Campanella). Il film prende il nome ed è tratto da un libro di racconti dello scrittore canadese Craig Davidson e racconta la storia d’amore tra un disoccupato e una ragazza che lavora in un parco marino con le orche e che finisce tragicamente senza gambe. La storia sembra essere molto dura (gli scritti di Davidson sono spesso venati da sensazioni horror) e l’interesse per il film, oltre alla presenza del regista, è confermata dal cast che punta su una bellissima e coraggiosa Marion Cottiliard e soprattutto sul mastodontico Matthias Schoenaerts di cui vi abbiamo già detto ai tempo del nostro pezzo sul bel Bullhead, pellicola belga candidata quest’anno per l’Oscar come miglior film straniero. (Trailer)

Continuiamo con un altro grande autore che, finalmente, sembra essere tornato alle sue vecchie ossessioni ed atmosfere. Parliamo di David Cronenberg che sarà in concorso con il suo nuovo Cosmopolis. Il film è il primo lungometraggio tratto da un romanzo, in questo caso omonimo, del grande Don DeLillo. Cosmopolis è quello che da molti è stata descritta come un’anti-odissea: la storia è quella del giovane multimiliardario Erick Parker che attraversa Manhattan sulla sua limousine per andare dal barbiere. Ovviamente lunga la strada incontrerà qualche problema. S’è molto parlato della scelta dell’attore protagonista da parte di Cronenberg che s’è affidato a Robert Pattinson, il vampiro della serie Twilight. Pur non essendo un particolare fan della serie, ci permettiamo di sottolineare come il volto del Pattinson, nella sua fredda ed inespressiva glacialità, richiami collaborazione altissime tra il regista canadese e attori di razza come James Woods o Christopher Walken. In più, il trailer del film sembra riportarci un Cronenberg in splendida forma, più vicino al suo vecchio cinema che all’ultimo, quello d’interni e fatto di lente disquisizioni cervellotiche e psicanalitiche. (Trailer)

Altro regista sicuramente in forma, anche se probabilmente molto distante dai gusti del Presidente di Giuria Nanni Moretti, è Andrew Dominik che con Killing Them Softly torna a collaborare con Brad Pitt dopo lo straordinario L’Assassinio di Jesse James per Mano del Codardo Robert Ford del lontano 2007. Il film è tratto da un romanzo del 1974 a firma George V. Higgins e intitolato Cogan’s Trade e, a giudicare da quanto è possibile vedere e leggere in rete, sembra essere un gustoso gangster movie. Nel cast, oltre al già citato Pitt, personaggioni del calibro di James Gandolfini, Richard Jenkins, Ray Liotta e Sam Shepard. Come a dire le facce più belle che si possono avere in un film sui gangster. Il cinema di Dominik ci piace e ci esalta l’idea che questo suo Killing Them Softly possa fare la fine che fatto Drive l’anno scorso proprio sulla croisette. Aspettative altissime. (Trailer)

Impossibile poi non parlare del nostro Matteo Garrone che porta a Cannes il suo attesissimo Reality. Dopo l’acclamato Gomorra, Garrone continua a fare un cinema personale e distante da quelle che potrebbero essere le accomodanti scelte italiane. Qui, con un cast di attori quasi sconosciuti (fatta esclusione per Claudia Gerini), si rischia grosso, affrontando il tema dei reality show e raccontando la storia di un uomo alle prese con il Grande Fratello. Uno strano cortocircuito tra quello che è probabilmente il nostri miglior regista cinematografico in attività e il peggio di quello che subiamo televisivamente. Qualcuno insinua che Moretti, che scoprì Garrone nel 1996 grazie al corto Silhoutte, possa essere di parte; ovviamente lo escludiamo – come è da escludere il presunto piacere fatto da Tarantino alla sua ex compagna Sofia Coppola – ma ci sembra giusto mettere le mani avanti. (Clip)

Altro nome caldissimo è quello di Jeff Nichols, regista giovane (classe 1978) americano in questo momento particolarmente amato dalla critica grazie ai suoi Shotgun StoriesTake Shelter. Questa volta con il suo Mud, al bravissimo a Michael Shannon si va ad aggiungere Matthew McConaughey, bellissimo attore e modello che nell’ultimo periodo sta dimostrando doti attoriali assolutamente inaspettate. Concludiamo queste brevi segnalazioni, con una bellissima notizia: Love, il film di Michael Haneke, è interpretato da un attore che da troppo tempo non avevamo la fortuna di vedere su grande schermo: Jean-Louis Trintignant.


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