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Brodkey

41.912432,12.525966 sono le coordinate esatte dell’abitazione di Francesco Pacifico. Un luogo situato in un punto preciso da cui, se fossimo su Google Earth, potremmo zoomare all’indietro fino a includere più vaste porzioni del pianeta. Qualcosa di molto simile lo si può fare anche con l’arte – che sia letteratura, cinema o musica. Partire da un momento o da un punto preciso – il passo di un libro, il minuto di una canzone, il frame di un film – per riconnettersi al tutto di un discorso culturale più ampio. Questo è quello che farà lo scrittore Francesco Pacifico ogni venerdì per Studio.  Ecco 41.912432,12.525966.

Brodkey

L’amore universitario fra Elgin e Caroline nel racconto “Educazione sentimentale” di Harold Brodkey, in Primo amore e altri affanni.

Due serissimi studenti, Elgin e Caroline, si innamorano in un’università americana negli anni Cinquanta.

Se pensiamo alla infiammabilità di questi due giovani, non saremo sorpresi che, a due settimane dalla loro prima lunga conversazione, essi tremassero quando si parlavano e si sentissero oppressi ogni qual volta il silenzio cadeva tra di loro. Sempre più spesso, si sentirono spinti a discutere insieme questo stato di cose, ma resistettero, fino a un pomeriggio in cui se ne stavano seduti nel parco di Cambridge, fumando una sigaretta insieme prima di separarsi per andare a pranzo. (…)

“Elgin”, disse Caroline, “abbiamo parlato di centinaia di cose, di migliaia, forse”.

“Sì”.

“Ma non abbiamo mai parlato di quello che pensiamo l’uno dell’altro”.

“Educazione sentimentale” è il racconto più twee della storia, anche se è stato scritto quasi tre decenni prima che nascesse il twee. È la storia d’amore universitaria perfetta. È l’espressione scritta più perfetta di tutto ciò di cui trattano Belle and sebastian e Orange Juice. Probabilmente non è la storia più bella o significativa, di sicuro ce ne sono altre; ma mentre leggo “Educazione sentimentale” non riesco a pensare che si possa raccontare l’amore fra i ventenni cerebrali in modo più efficace.

Brodkey è l’anello mancante fra Marcel Proust e David Foster Wallace. Lo si capisce dal racconto di decine di pagine su un unico cunnilinguus contenuto in Storie in modo quasi classico, del 1988. Quello di Primo amore è un Brodkey meno pazzo, meno evoluto, il libro è di fine anni Cinquanta, l’autore aveva solo 28 anni, ma già era annunciato come il Proust americano. Poi non pubblicò per 30 anni e infine, prima di morire di AIDS nel ’96, due romanzi e due raccolte di racconti.

Non dico la trama del racconto, ma lo scorrere di questa storia è talmente vero e non rom-com… scorre in un modo imprevedibile e molto semplice. Come prova, ecco due pezzi che compaiono in quest’ordine (ma verrebbe di pensare all’ordine opposto).

(A) Caroline cominciò a mettersi un po’ troppo rossetto e a camminare non dritta come al solito ma tutta molle, ancheggiando. Beveva e fumava di più, e quando era un po’ brilla guardava Elgin attraverso le palpebre abbassate e lo baciava in maniera esperta… infantilmente esperta. Tutto ciò mortificava Elgin, il quale sentiva che Caroline era un grande enigma e che si stava allontanando da lui. Una sera, seduti lungo il fiume, Caroline gli prese il capo tra le mani e lo attirò a sé. Elgin si ritrasse, frenetico: “Non voglio che mi baci in quella maniera”.

“Che cosa c’è di male?”, chiese Caroline altezzosa. “Sono troppo donna per te?”

(B) Naturalmente non si attennero alla decisione di Elgin di lasciarsi alla fine della scuola. Decisero invece di separarsi per un po’ e di ritrovarsi, da buoni amici, in autunno, all’inizio dei corsi. Restavano soltanto due settimane di esami, per stare insieme, ma essi ripresero alcune delle antiche abitudini, le passeggiate tra una lezione e l’altra, ad esempio, e le spedizioni al Museo di Belle Arti; ripresero persino a leggere insieme ad alta voce, dando la preferenza a Cechov e a Colette. Amavano la tristezza e la dolcezza della loro situazione e si impegnarono con ogni energia nella parte di amanti disciplinati. Quasi non c’era giorno che non trovassero qualche nuovo gesto d’affetto, l’uno per l’altra. Elgin portò dei fiori a Caroline; Caroline gli comprò un paio di gemelli da polso e alcuni libri di poesie. Elgin smise di preoccuparsi di far la figura dello sciocco e si comportò da perfetto cavaliere, aprendole la porta e accendendole la sigaretta. Caroline si comportò da vera signora e dissimulò i suoi umori.

È un mistero come si riesca in un racconto sentimentale a passare dalla fase marcia di (A) alla purezza di (B). Sarebbe più comprensibile se fosse al contrario.

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