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Una chiesa per hipster, a Williamsburg

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All’incrocio fra la Sesta Strada di Brooklyn e Bedford Avenue appare un enorme cartellone che, perlomeno a prima vista, sembra l’ennesima pubblicità hip nel cuore della capitale mondiale della cultura hipster, Williamsburg: il design minimal, il lettering appropriato, l’immancabile hashtag per sponsorizzare l’evento. La scritta, però, dice: «You may not be able to measure God’s love but you can certainly experience it» («Puoi non essere in grado di misurare l’amore di Dio, ma di certo lo puoi sperimentare»).

Si tratta dell’ad di C3 Brooklyn, un network di chiese pentecostali di un’organizzazione religiosa globale nata in Australia, C3 Global Church. A Williamsburg è l’ente che organizza funzioni in un vecchio magazzino, a cui i fondatori locali, Josh e Georgie Kelsey, sperano di poter riuscire ad attirare più fedeli. Ciò che colpisce della reclame di C3 è il tentativo di rendere “cool” un’attività che nessuno assocerebbe a questi termini: frequentare le cerimonie di culto di una chiesa. Per riuscirci, organizzano anche «dinner party» settimanali a Williamsburg, Bedford-Stuyvesant, Bushwick, East Harlem, Fort Green e gli altri epicentri della cultura hipster.

(via)

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