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Un fondo italiano ha comprato la libreria più grande d’Europa

La libreria Waterstones di Piccadilly, a Londra, sorge in un palazzo tra i monumenti protetti del Regno Unito, essendo l’opera più celebrata dell’architetto modernista Joseph Emberton (1889–1956), e ci resterà almeno fino al 2034, anno in cui scadrà l’accordo di locazione.

Gli interni della Waterstones di Piccadilly.
Gli interni della Waterstones di Piccadilly.

La notizia di queste ore è che il fondo d’investimento italiano Cicerone, tramite i suoi rappresentanti Fabrica e CBRE Global Investors, ha acquistato la costruzione. La Waterstones, filiale della più grande catena del Regno Unito (che si è ripresa bene dopo una crisi di qualche anno fa), a Piccadilly per il quotidiano londinese Evening Standard è «la più grande libreria d’Europa», dato che ospita tra i suoi scaffali 200 mila volumi disposti in corsie che si estendono per una lunghezza totale di oltre 10 chilometri.

A vendere il palazzo agli italiani è stato il fondo americano Meyer Bergman, che l’aveva comprato a sua volta due anni fa. «Siamo lieti di annunciare che questo asset immobiliare ora appartiene a un investitore istituzionale italiano» ha dichiarato in una nota per la stampa Fabrizio Caprara, ad di Fabrica.

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