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Se tramonta il Sun, cosa sorge?

Oggi su Europa, il vicedirettore del quotidiano (nonché titolare del blog Nomfup) Filippo Sensi scrive un fondo intitolato “Dalla Rete alle retate”, in cui cerca una relazione fra gli arresti di ieri di Rebekah Brooks e marito (e altri quattro), all’interno del continuo scandalo phone hacking che ha colpito da mesi il braccio britannico dell’impero Murdoch, e i grandi cambiamenti che stanno riguardando il mondo dei giornali. Con questo scandalo finisce forse un modo di fare giornalismo, ma cosa sta nascendo? Davvero si può ridurre tutto a simbolo di un mondo vecchio che finisce per dare spazio al nuovo?
Scrive Sensi:

La comoda linea d’ombra che un tempo divideva il mondo dell’informazione tra oldnew, tra stampa e 2.0, tra tirature e social network, oggi si è trasformata in un indecifrabile ghirigoro. Che continua ad attraversare frontiere e a mettere in crisi identità, come avviene dall’altra parte dell’Atlantico.

Per poi chiosare:

Significherà qualcosa che per seguire la corsa alla Casa Bianca ormai non ci si può più far bastare quei mutanti dei quotidiani con le loro grandi firme, ma si deve stare h24 su Twitter e sugli aggiornamenti di un aggregatore come Buzzfeed che, fino a qualche settimana fa, sembrava poco più di un divertimento per bimbiminkia? Il vivo e il morto si afferrano a vicenda, per tirarsi dove, non è chiaro. In salvo, sulla zattera di una Medusa rimasta di sale, colpa di uno sguardo che sembrava onnipotente, e invece?

Difficile mettere ordine in questo magma mediatico che non smette di muoversi senza direttive precise. Interessante e corretto provare a mettere insieme i pezzi del puzzle per vedere il quadro di insieme che ne viene fuori.
La riflessione completa di Filippo Sensi la leggete qui.

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