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Pete Doherty, gli Oasis e Umberto Eco

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Tra i tanti aneddoti, saluti e commemorazioni dedicati a Umberto Eco, scomparso la scorsa settimana nella sua casa di Milano, ce n’è uno che lo riguarda solo indirettamente ma di certo risalta per la sua stravaganza, e incidentalmente conferma la popolarità trasversale di cui godeva l’accademico.

È il 1996, e gli Oasis hanno appena pubblicato il loro terzo album, Be Here Now. In coda per acquistare il disco c’è un giovanissimo, e ancora sconosciuto, Peter Doherty, che avrebbe poi fondato i Libertines con Carl Barât. L’intervistatore, del canale Mtv, gli chiede «can you sum up Oasis», e Doherty risponde in un modo piuttosto originale: «Condivido la visione di Umberto Eco secondo cui Noel Gallagher è un poeta, e Liam uno strillone (town crier, ndr)».

All’epoca Doherty frequentava la facoltà di Letteratura inglese presso la University of London, in cui rimarrà soltanto un anno prima di dedicarsi alla carriera musicale. Molti testi dei Libertines, e della successiva band di Doherty, i Babyshambles, hanno citazioni letterarie. In un’intervista al Guardian del 2006 il cantante ha parlato delle sue maggiori influenze: Emily Dickinson, il poeta inglese Wilfred Owen, Arthur Rimbaud e Paul Verlaine.

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