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Obamaville, l’horror repubblicano firmato Santorum

Rick Santorum è un tipo audace. Dopo le esternazioni sugli omosessuali (che resero il suo cognome un neologismo), dopo le accuse alle madri single per la decadenza americana, ecco un nuovo capitolo della sua particolare dialettica politica. Questa volta il protagonista è un video, una specie di trailer cinematografico (girato bene, non c’è che dire) che promette di diventare una serie (di video). Si chiama Obamaville, e racconta la terribile situazione di un borgo rurale immaginario costretto a vivere altri quattro anni di presidenza democratica. La particolarità di Obamaville è che richiama ambientazioni, inquadrature, luci, colori, ombre tipiche di un film horror à la Hostel o simili. Close up su pupille dilatate, misteriosi graffiti su intonaci scrostati, giostre abbandonate sotto un cielo plumbeo. E la chicca finale, beccata dai professionisti di Politico, del messaggio para-subliminale. Una televisione che a intermittenza ma molto velocemente sovrappone il volto del presidente in carica a quella di Ahmadinejad (al secondo 39).

 

 

 

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