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Le lingue più strane del mondo

Il World Atlas of Language Structures raggruppa e valuta 2,676 idiomi del mondo in base alle caratteristiche principali della loro struttura linguistica (in tutto 192 criteri, e tra essi l’ordine delle parole, i suoni ricorrenti e l’uso della negazione nella struttura sintattica).

Utilizzando questo database Idibon, una società specializzata nell’analisi linguistica, ha stilato una classifica delle lingue più naturali – ovvero, gli idiomi con strutture, suoni e costruzioni delle frasi meno ricorrenti nei dati a disposizione.

Ad esempio, la struttura soggetto+verbo+oggetto, tipica dell’italiano e dell’inglese, è diffusa nel 35,5% delle lingue del database, mentre quelle che pongono il verbo all’inizio – come il gallese e l’hawaiano – costituiscono solo l’8,7% del totale analizzato. In altre parole, sotto questo profilo si tratta di linguaggi relativamente più inusuali.

A vincere il premio di lingua più strana del mondo è il Chaicatongo mixtec, un dialetto parlato nello Stato messicano dell’Oaxaca, mentre al secondo posto si è piazzato il Nenets, la lingua di una minoranza etnica samoieda stanziata nella Siberia nord-occidentale. Chiude il podio il Choctaw, il linguaggio di una tribù di nativi nordamericani di una regione che si snoda fra gli odierni Oklahoma, Mississipi e Louisiana.

Il resto della classifica è diviso come segue:

– Diegueño (Mesa Grande), idioma della tribù indiana Kumeyaay (contea di San Diego, California);
– Oromo (Harar), parlato principalmente in Etiopia;
– Kutenai, la lingua degli omonimi indigeni stanziati a cavallo tra gli Stati USA Montana e Idaho e il    Canada (British Columbia);
– Iraqw, diffuso in Tanzania;
– Kongo, parlato in Congo (sia Brazzaville che Kinshasa) e Angola;
– Armeno dell’est
– Tedesco

(via)

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