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Le cose che si possono fare con M, la Siri di Facebook

La scorsa settimana Mat Honan di BuzzFeed ha fatto consegnare un pappagallo al suo amico Kevin Roose, direttore editoriale di Fusion. Il fatto, seppur un po’ strano, non sarebbe di per se una notizia. Mat però ha comprato e spedito il pappagallo attraverso M, un nuovo servizio di Facebook, lanciato in fase di sperimentazione ad agosto e ancora poco diffuso (e solo in California), che combina l’intelligenza artificiale all’assistenza umana. Una sorta di Siri, ma decisamente più evoluto.

L’esperienza di Mat infatti, raccontata su Buzzfeed News, serviva a dimostrare le potenzialità della nuova funzione – che si troverà tra i contatti dell’applicazione Messenger. Con un paio di messaggi a un tale M, il supporto virtuale è stato in grado di evadere la richiesta di Honan riguardante l’acquisto del volatile. Ma come è potuto succedere? La persona dietro M ha contattato una compagnia esterna e interagito con un operatore. Contattato da Buzzfeed, quest’ultimo ha spiegato «una donna da M ci ha contattato, presentandosi come una specie di assistente personale, solo che quando le ho fatto qualche domanda sembrava non conoscere alcun dettaglio in più rispetto all’oggetto da acquistare e il luogo in cui effettuare la consegna». Ci sono volute un paio di chiamate per concludere la transazione, ma alla fine M ha superato lo scetticismo del venditore dichiarando: «Faccio questo lavoro per il capo di un mio amico».

Come Facebook ha confermato a Honan, M non incassa alcuna percentuale sull’eventuale acquisto, utilizzando soltanto società esterne contattate direttamente dai suoi operatori, che per ora sono persone fisiche, ma che in futuro lasceranno sempre più spazio a computer in grado di agire autonomamente. Le resistenze che probabilmente incontrerà saranno quelle delle persone restie a fornire su Messenger i dati delle loro carte di credito, un ostacolo che in Italia potrebbe rilevarsi molto più problematico che negli Stati Uniti.

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